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Un incontro all’insegna della memoria, della legalità e della responsabilità civile. Prosegue il ciclo di appuntamenti della XXXIV edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino, che oggi ha fatto tappa a Giulianova con un ospite di primo piano: il magistrato Catello Maresca. Gli studenti delle scuole superiori hanno partecipato a un confronto diretto con il magistrato, che ha presentato il suo libro “Il genio di Giovanni Falcone. Prima il dovere”, dialogando con il giornalista Antonio D’Amore. Ad aprire l’incontro i saluti istituzionali del sindaco Jwan Costantini, dell’assessore alla Pubblica Istruzione Lidia Albani e della presidente della Camera di Commercio di Teramo Antonella Ballone. «Un appuntamento di grande valore educativo – ha sottolineato Albani – prezioso non solo per i ragazzi ma anche per gli insegnanti. La presenza del dottor Maresca conferma l’importanza del Premio Borsellino, che continuerà per tutto il 2026 con eventi altamente formativi».Screenshot_2026-03-19_alle_12.35.13.png

 

Il messaggio ai giovani: memoria e responsabilità

Nel corso dell’incontro, Maresca ha rivolto un messaggio diretto alle nuove generazioni, sottolineando il ruolo fondamentale di chi oggi ha il compito di trasmettere valori e modelli. «I ragazzi – ha spiegato – non hanno vissuto gli anni più difficili della lotta alla mafia. È compito nostro trasferire loro quelle tensioni morali e quei valori che figure come Falcone hanno incarnato, affinché possano continuare a camminare sulle loro gambe». Un richiamo forte alla memoria, ma anche alla necessità di costruire consapevolezza nelle nuove generazioni.

“La mafia non è cambiata, si è evoluta”

Maresca ha poi affrontato il tema dell’evoluzione della criminalità organizzata, smontando alcune convinzioni diffuse. «La mafia non è cambiata tanto – ha detto – si è evoluta tecnologicamente ed è diventata più insidiosa. Ha diversificato le proprie attività, ma alcune dinamiche esistevano già. Quando si dice che oggi ricicla denaro, bisogna ricordare che lo ha sempre fatto». Un riferimento anche alle intuizioni investigative di Giovanni Falcone, come l’operazione “Pizza Connection”, che già negli anni Ottanta aveva svelato i meccanismi internazionali del riciclaggio.

Il profilo del magistrato

Entrato in magistratura nel 1999, Catello Maresca ha operato nella Direzione distrettuale antimafia di Napoli, partecipando a indagini di primo piano contro la camorra, tra cui quella che portò all’arresto del boss Michele Zagaria nel 2011 e al processo contro il gruppo Setola. Per il suo impegno ha subito minacce di morte ed è sotto scorta dal 2008. Dopo la candidatura a sindaco di Napoli nel 2021, è rientrato in magistratura ed è attualmente in servizio presso la Corte d’Appello di Campobasso. Un incontro che ha unito testimonianza diretta e riflessione civile, offrendo agli studenti strumenti concreti per comprendere il presente e costruire, con consapevolezza, il proprio futuro nel segno della legalità.