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 Screenshot_2026-03-19_alle_17.04.08.pngQuesta non è una spiaggia per vecchi. Se fosse un film, ma di quelli scritti male, sarebbe questo il titolo della storia che ha per protagonisti due pensionati pescaresi, costretti dopo oltre 50 anni a rinunciare al loro ombrellone in prima fila, nello stabilimento che da mezzo secolo è la loro isola felice estiva. Invece, non è un film, ma la cronaca triste di una vicenda che ondeggia tra aspirazioni modaiole e discriminazione ferragostana, tra provincialismo frontemare e bullismo da spiaggia. Ottantasei anni Luigi, ex segretario comunale, ottantadue Rosaria, ex insegnante, clienti da sempre della “Croce del Sud”, da quando c’erano gli ombrelloni piccoli e un po’ spartani, poi quelli più eleganti e grandi e adesso le palme, sempre lì, in prima fila, fino all’estate scorsa, perché per loro, quest’anno, non c’è posto. «Gentile cliente - recita il whatsapp dello staff dello stabilimento - in vista della prossima stagione stiamo effettuando una riorganizzazione generale degli spazi dello stabilimento legata a una nuova pianificazione delle postazioni. Per questo motivo, purtroppo, non ci sarà possibile confermare le assegnazioni storiche. Desideriamo ringraziarvi sinceramente per aver condiviso con noi le passate estati e per la fiducia dimostrata nel tempo, restiamo naturalmente a disposizione e vi auguriamo il meglio per la prossima stagione estiva». Non è neanche uno spostamento di qualche fila più indietro, è una vera e propria cacciata. Per loro, dopo 50 anni, non c’è più posto alla Croce del Sud. Sconcertati, vanno a chiedere spiegazioni, loro che quei tremila euro di stagionale li hanno sempre pagati in anticipo, tanto da meritarsi sconti, cacciati con un whatsapp. I nuovi gestori, che da tre anni guidano lo stabilimento, prima accennano ad un possibile posto in terza fila, ma solo se un nuovo cliente non conferma, poi spiegano che “…preferiscono dare le palme ai giovani che consumano al ristorante e al bar”. Della terza fila, non si saprà più nulla e alla cronista del Centro che chiede spiegazioni, i titolari confermano: «…stiamo lavorando a un riposizionamento che tenga conto dei cambiamenti nel modo di vivere il mare e lo stabilimento…», citano la Bolkenstein, ma non si capisce bene cosa c’entrino le gare europee con la palma di Luigi e Rosaria e poi ammettono: «Stiamo orientando la struttura verso una clientela più dinamica, che viva lo stabilimento in modo completo, seguendo modelli di fruizione diversi rispetto a quelli tradizionali» e infine dettagliano il percorso di sostituzione delle palme, ovvero di eliminazione della clientela “fuori età”, sei un anno, due un altro. Un po’ alla volta, sognandosi un po’ Ibiza sull’Adriatico e, magari, sentendosi un po’ Briatore alla pescarese. Anche se lui, quello vero, alla Croce del Sud non avrebbe una palma, visto che sta per compiere 76 anni.