Slitta ad aprile la discussione davanti al Tar Abruzzo sul ricorso presentato dal Wwf e dalle Guide del Borsacchio contro la Scia per la realizzazione di un agricampeggio nell’area della riserva, già ridimensionata dal Consiglio regionale. La decisione è arrivata questa mattina ed è legata alla presentazione di motivi aggiunti da parte dei ricorrenti.
Le associazioni, rappresentate dall’avvocato Francesco Paolo Febbo, hanno infatti integrato il ricorso alla luce di due note successive del Comune di Roseto degli Abruzzi. Secondo i ricorrenti, l’ente starebbe mantenendo un atteggiamento dilatorio, continuando a richiedere documentazione senza assumere una posizione chiara sulla Scia al centro della contestazione.
Al centro della vicenda resta anche la questione, ben più ampia, del drastico ridimensionamento della Riserva naturale regionale del Borsacchio. Il ricorso chiede infatti, in via incidentale, che venga valutata la legittimità costituzionale della legge regionale che ha ridotto l’area protetta da 1.148 ettari a poco più di 24, senza – secondo le associazioni – adeguate motivazioni e senza il rispetto delle procedure previste.
Con i nuovi motivi aggiunti, Wwf e Guide del Borsacchio puntano inoltre a fare chiarezza su un ulteriore elemento: la nota del 30 gennaio dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’Ambiente, inviata alla Presidenza del Consiglio, contenente il parere sulla legge regionale 35/2025. Una legge con cui la maggioranza ha confermato il taglio della riserva, definendolo “provvisorio”.
Intanto, la situazione resta in bilico tra aspetti amministrativi e profili giuridici ancora da chiarire. La gestione della Riserva del Borsacchio continua a essere segnata da incertezze e nuovi sviluppi, mentre si riaccende il dibattito su una questione che si trascina da oltre vent’anni: l’assenza di un Piano di assetto naturalistico capace di garantire una gestione chiara, stabile e condivisa dell’area protetta.

