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9450553_02062842_digos.jpgUn ragazzo di appena 14 anni, residente a Pescara e originario della vicina Chieti, è finito al centro di una delicata indagine per terrorismo coordinata dalla Procura minorile dell’Aquila. Secondo quanto emerso, il giovane stava progettando un attentato contro un ufficio pubblico, con una stima di vittime tra le 15 e le 20 persone. L’operazione, condotta dalla Digos di Pescara e dell’Aquila, risale a circa un anno fa ma è rimasta finora riservata. Gli investigatori sono intervenuti in un appartamento della zona Porta Nuova, dove il ragazzo viveva con i genitori, inizialmente ignari della situazione. All’interno della sua stanza e sul terrazzo, gli agenti si sono trovati di fronte a un vero e proprio laboratorio artigianale. Il giovane utilizzava materiali di uso comune – come grafite, sale e componenti metallici – per realizzare miscele potenzialmente esplosive. Inoltre, aveva accumulato polvere pirica ricavata dallo svuotamento di numerosi petardi. Dalle analisi dei dispositivi elettronici è emerso un quadro ancora più preoccupante: il ragazzo, descritto come molto esperto di informatica e con una buona conoscenza delle lingue, frequentava canali criptati su piattaforme di messaggistica, entrando in contatto con interlocutori stranieri ai quali chiedeva indicazioni tecniche sulla costruzione di ordigni. Nel suo smartphone sono stati trovati manuali e documenti legati sia all’estremismo jihadista sia ad ambienti neonazisti e “accelerazionisti”, delineando un percorso di radicalizzazione online complesso e trasversale. L’indagine, coordinata dal procuratore capo per i minorenni David Mancini, si è recentemente conclusa con l’avviso di fine indagini. Il magistrato ha parlato di fatti “di estrema gravità”, sottolineando come le competenze del giovane in ambito chimico fossero tutt’altro che superficiali. Il blitz degli investigatori, avvenuto nel giugno dello scorso anno con il supporto della Polizia Scientifica, ha permesso di fermare il ragazzo prima che potesse passare all’azione. Il 14enne è stato quindi trasferito al Centro di Prima Accoglienza dell’Aquila. La vicenda ha profondamente scosso la comunità locale, anche alla luce di un altro recente caso che ha coinvolto un minorenne abruzzese accusato di pianificare una strage in ambito scolastico. Un segnale allarmante che riporta l’attenzione sul fenomeno della radicalizzazione giovanile attraverso il web.