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1690872230-0-meteo-nel-trapanese-bel-tempo-oggi-e-nei-prossimi-giorni-nbsp.jpgIl ritorno del bel tempo per le festività di Pasqua e Pasquetta porta con sé non solo buone notizie, ma anche una forte preoccupazione per il territorio. Dopo giorni segnati da pioggia e neve, è atteso un deciso miglioramento con cieli sereni e temperature in netto aumento, ma proprio questo brusco cambiamento rischia di generare criticità. Secondo le previsioni, si assisterà a un vero e proprio “ribaltone” climatico, con il passaggio in pochi giorni da condizioni invernali a un clima quasi primaverile avanzato. Un aumento rapido delle temperature, anche in quota, provocherà una fusione accelerata della neve caduta di recente. Il manto nevoso, ancora instabile, perderà rapidamente compattezza trasformandosi in una massa pesante e pericolosa. Questo scenario farà crescere il rischio di valanghe di fondo, particolarmente insidiose perché possono coinvolgere grandi quantità di neve e terreno. Non solo. L’acqua derivante dallo scioglimento rapido della neve potrebbe riversarsi in grande quantità nei corsi d’acqua, causando un aumento improvviso della portata dei fiumi. I versanti montani, già messi a dura prova dalle precipitazioni dei giorni scorsi, potrebbero cedere dando origine a frane o smottamenti. Si profila quindi una fase di forte stress idrogeologico per diverse aree di Abruzzo e Molise, che richiede attenzione nonostante la fine delle piogge. Nel dettaglio delle previsioni, il fine settimana vedrà un generale miglioramento su tutta la penisola. Le temperature saliranno rapidamente superando i 20 gradi già da sabato, mentre la domenica di Pasqua sarà caratterizzata da sole diffuso e valori che potranno raggiungere anche i 25-26 gradi. Anche il lunedì di Pasquetta si prospetta stabile e ideale per le attività all’aperto. La tendenza proseguirà nei giorni successivi, con un ulteriore aumento delle temperature fino a sfiorare i 27-28 gradi, segnando un passaggio repentino da valori sotto media a condizioni tipicamente quasi estive.

Un cambiamento così rapido, però, impone prudenza soprattutto nelle aree montane e nei territori più fragili, dove gli effetti dello scioglimento della neve potrebbero manifestarsi in modo improvviso e pericoloso.