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MARCOFINORI«Non manca nulla, ma proprio nulla»
Nel caso "Prati di Tivo", torna a prendere la parola l'ex gestore degli impianti, Marco Finori, e lo fa perché si è sentito chiamato in causa, benché mai citato direttamente, dalle ultime interviste rilasciate dal Presidente della Provincia, Camillo D'Angelo, e da rappresentanti della Gran Sasso Teramano.
«Ho sentito in questi giorni parecchie dichiarazioni, innanzitutto ho sentito che mancano i libri manutenzione e i libri giornate… Il libro giornata è dell’esercente, quando presi io gli impianti non c’erano, come non c’era il libro manutenzioni… invece adesso c’è ed è allegato alle fatture che gli abbiamo emesso, che non hanno pagato e che dovranno certamente pagare… ».

Sempre in tema di "mancanze", Finori non ha dubbi: «Negli impianti non manca assolutamente niente, c'è un inventario che è stato fatto quando mi sono stati consegnati gli impianti sette anni fa, quello stesso inventario è stato preso dall'ufficiale giudiziario quando abbiamo fatto il sequestro cautelativo degli impianti, e lo stesso inventario è stato utilizzato per fare la riconsegna dallo stesso ufficiale giudiziario, quindi tutto comprovato non manca una sola vite... anzi:  l'unica cosa che manca è l'impegno della Provincia, manca il pagamento delle fatture e soprattutto manca l'impegno della GST ad andare a stipulare l'atto. Queste sono le uniche cose che mancano ai Prati»
Dalla difesa all'attacco, il passo è breve: «Per quanto riguarda la situazione dei Prati di Tivo, si stanno già compiendo delle manovre molto gravi. con una perfetta non osservanza dei passaggi di legge e per cui ci stiamo già muovendo legalmente» dichiara Finori, che poi torna su un argomento già a lungo oggetto di polemica: «Per quanto riguarda la slavina ai Prati,  la chiusura del piazzale è un peccato mortale, perché con l'installazione degli Obelix, promessa non mantenuta come tutte le altre promesse fatte dal presidente, non sarebbe successo... invece non sono stati riposizionati; quest'estate dopo una mia intervista proprio su certastampa si era mossa la Regione a vigilare e la Provincia si era impegnata a rimetterli subito... ed invece non sono stati riposizionati. Purtroppo, così facendo, il presidente sta la provincia sta creando dei danni a tantissime attività a tutta la montagna».
L'attacco frontale a D'Angelo si allarga, poi, a tutta la montagna teramana: «Le uniche due stazioni ferme sono Prati di Tivo - Prato selva e Monte Piselli, dove il presidente non ha voluto direttamente sostenere i costi delle manutenzioni, a Montepiselli come socio, anzi: come uno dei soci maggioritari del Cotuge e ai Prati come Presidente della Provincia,  lo scenario non cambia, le uniche tre stazioni chiuse sono sotto la sua piena responsabilità».
E dopo la difesa e l'attacco, Finori chiude con una battuta: «Al presidente ho sentito che diceva che ci sono stati dei ritardi, perché in due mesi e mezzo non hanno fatto nulla perché la Dopplemayr era impegnata nelle olimpiadi di Milano - Cortina, eccome siccome quell'intervista ha fatto il giro d'Italia perché io l'ho inviata a tutti quanti, e hanno sorriso tutti gli operatori del settore, vorrei sapere in quale specialità la Dopplemayr è stata presente ai Giochi olimpici, perché non l'ho vista  in nessuna classifica e nessuna specialità, molto probabilmente avranno fatto una magra figura, non lo so, siccome si tratta di un'azienda molto importante, volevo chiedere al presidente, visto che è l'unico a sapere che si trovava a Cortina in che disciplina si fosse espressa la Dopplemayr,  se lo sta chiedendo tutta Italia, quella sua intervista ha veramente  fatto sorridere  tutto il mondo funiviario»