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WhatsApp_Image_2026-04-04_at_20.28.29.jpegL’emergenza frana nel Teramano evolve di ora in ora e mantiene alta la tensione. A Silvi, nella Sala Consiliare, è in corso un vertice straordinario convocato in serata per affrontare una situazione che continua a destare forte preoccupazione. Al tavolo siedono i principali referenti istituzionali: il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, il professor Sciarra, il sindaco Andrea Scordella e l’assessore alla Protezione civile Gianpaolo Lella. Presenti anche il presidente della Regione Marco Marsilio, l’assessore Umberto D’Annuntiis, il parlamentare Guido Liris e la consigliera regionale Marilena Rossi. A rafforzare il coordinamento è arrivato anche il capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, giunto in elicottero ad Atri e poi trasferitosi a Silvi. Una presenza ritenuta fondamentale per gestire un quadro che resta estremamente delicato. Nel pomeriggio è stata evacuata una palazzina nella parte più alta del borgo: sei famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni.

Ma il timore è che non sia finita. Nelle prossime ore potrebbero essere disposti nuovi sgomberi, mentre cresce la preoccupazione per possibili cedimenti di altri edifici. Il vertice è chiamato a fare il punto sull’evoluzione del movimento franoso, valutare i rischi per la popolazione e definire eventuali misure urgenti. L’allarme resta elevato e la convocazione improvvisa della riunione serale conferma la gravità della situazione. L’emergenza, tuttavia, si inserisce in un quadro più ampio. In tutta la regione proseguono le attività di monitoraggio e la ricognizione dei danni, giudicati consistenti. Silvi Alta resta tra le aree più attenzionate, ma le criticità interessano anche altri territori colpiti dall’ondata di maltempo. Secondo quanto emerso, l’emergenza non è ancora rientrata: diversi scenari restano sotto stretta osservazione e la macchina della Protezione civile continua a operare su più fronti, tra gestione immediata e valutazione dei danni. A preoccupare sono anche i possibili sviluppi legati alle condizioni meteo, in particolare nelle zone montane, dove resta sotto controllo anche il rischio valanghe.