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Sfuma definitivamente il progetto di un teatro da 400 posti nell’area dell’ex Orto Agrario di Teramo. A mettere la parola fine è stata la Soprintendenza, che nei mesi scorsi ha espresso un parere negativo, sottolineando il valore storico dell’area. Secondo quanto evidenziato, il complesso conserva ancora una configurazione legata alle attività logistiche e di servizio del passato, rappresentando una testimonianza chiara e leggibile della presenza dell’amministrazione militare tra il 1876 e il 1947. Un elemento ritenuto incompatibile con l’intervento previsto. Il progetto, promosso da ACS, prevedeva la realizzazione di una struttura modulare da circa 400 posti, pensata non solo come teatro ma come vero e proprio polo culturale e sociale. «Era uno spazio flessibile – viene spiegato da Stefano Scipioni presidente Acs – capace di trasformarsi e ospitare più funzioni contemporaneamente». L’idea andava infatti oltre il semplice teatro: erano previsti spazi per associazioni, sale studio, una foresteria, ambienti dedicati ad attività culturali e persino un asilo nido, con l’obiettivo di creare un centro in grado di unire diverse generazioni e rispondere a più esigenze della comunità. Un progetto ambizioso, nato tra il 2022 e il 2023, ma rimasto bloccato. «Oggi – viene sottolineato – non è solo una questione politica: la burocrazia e i tempi degli uffici rappresentano un ostacolo enorme. Non sono compatibili con le esigenze di sviluppo e con la vita quotidiana delle città». Il rischio, secondo i promotori, è quello di perdere occasioni importanti: «I tempi si allungano per anni e nel frattempo la comunità resta senza risposte e senza spazi utili». Anche guardando al teatro comunale di Corso San Giorgio, il problema non sarebbe solo la programmazione di pochi eventi, ma la mancanza di una visione capace di rendere vivi gli spazi durante tutto l’anno.PHOTO-2026-04-08-15-04-01.jpg