Un ritorno atteso, maturato nel tempo e ora ufficiale. Giuseppe Bellachioma rientra nella Lega e lo fa rivendicando continuità politica e personale, dopo una fase di distanza che non ha mai significato rottura definitiva. L’annuncio è arrivato a Roseto, in un clima che lo stesso Bellachioma ha definito “naturale evoluzione” di un percorso iniziato oltre dieci anni fa. «Nelle famiglie – ha spiegato – possono esserci incomprensioni, divergenze, momenti difficili. Ma questo non significa che il legame si interrompa». L’ex parlamentare ha sottolineato come, anche durante il periodo di allontanamento, non abbia mai aderito ad altri partiti. Una parentesi, quella con il movimento legato al generale Roberto Vannacci, che Bellachioma rivendica come coerente con la sua storia politica, almeno fino a quando lo stesso Vannacci ha ricoperto un ruolo interno alla Lega. Il punto di svolta è arrivato proprio con il rientro formale nel partito, sancito durante un incontro pubblico: «È stato un gesto che mi ha colpito – racconta – quando mi è stato rimesso il simbolo del partito sulla giacca, accompagnato da un “bentornato a casa”. Anche Matteo Salvini mi ha accolto con grande disponibilità». Nel suo intervento, Bellachioma ha voluto ringraziare anche i dirigenti che hanno favorito il rientro, ribadendo però un concetto chiave: «Io dalla Lega non me ne sono mai andato davvero. Mi sono semplicemente messo da parte». Guardando al passato, l’ex deputato ha ricordato la crescita del partito in Abruzzo: «Siamo partiti da percentuali minime nel 2014 e siamo arrivati a risultati importanti nel 2019. Io voglio ripartire da lì». Non manca una riflessione sul quadro politico attuale, definito “più complesso” rispetto agli anni passati, con nuovi soggetti sulla scena. Tuttavia, Bellachioma vede nel suo ritorno un segnale di stabilità: «È una scelta di serietà, reciproca. Il partito poteva non richiamarmi, io potevo dire no. Invece abbiamo scelto entrambi di ricominciare». Più critico il passaggio sul generale Vannacci, dal quale Bellachioma si dice “un po’ deluso”, soprattutto per alcune scelte politiche successive al suo ingresso nella Lega: «Quando si assume un impegno, soprattutto pubblico, bisognerebbe mantenerlo». Per quanto riguarda il ruolo, il rientro avviene all’interno della segreteria regionale. «Serve umiltà – ha precisato – non è un ritorno né a gamba tesa né con il cappello in mano. Metto a disposizione esperienza, contatti e radicamento sul territorio». Particolare attenzione sarà rivolta alla provincia di Teramo, dove la Lega non ha ancora celebrato il congresso provinciale: «C’è molto lavoro da fare. Se servirà una mano per costruire un percorso serio fino al congresso, io ci sarò». Bellachioma guarda al partito con una metafora chiara: «La Lega è come una fenice, è sempre risorta dalle sue ceneri. E sono convinto che accadrà ancora». Infine, uno sguardo all’attività amministrativa e al territorio. Tra i risultati rivendicati, il recupero di fondi PNRR per una scuola a Roseto, grazie all’intervento del Ministero dell’Istruzione: «Parliamo di 9 milioni di euro che sarebbero andati persi. Questo dimostra quanto sia importante avere rapporti istituzionali solidi».Sul futuro politico locale, in vista delle prossime elezioni comunali, Bellachioma mantiene una linea prudente: «Ora che ho una legittimazione politica piena, parteciperò ai tavoli del centrodestra. Prima viene il progetto e la scelta della persona giusta, poi tutto il resto». E la persona giusta, potrebbe essere - secondo indiscrezioni - l'avvocato Alessandro Recchiuti, che con la Lega senza Bellachioma aveva un rapporto di freddezza, ma che adesso col rientro dell'ex onorevole potrebbe trovare invece grandi possibilità di condivisione di un nuovo percorso elettorale.

