
Numeri alla mano, più che le polemiche degli haters social, degli oppositori per vocazione e dei dietrologi a tempo pieno, sui conti di Arrostiland serve forse un po’ di chiarezza. Dopo giorni di voci, post al vetriolo e accuse rimbalzate sui social, abbiamo cercato i dati ufficiali sui costi sostenuti dal Comune per l’evento che ha richiamato circa 25mila persone, trasformando Mosciano nella capitale della Pasquetta abruzzese. La cifra complessiva per il Comune è stata di circa 7.400 euro. Una spesa che, se analizzata nel dettaglio, racconta una realtà ben diversa rispetto alle “chiacchiere incontrollate” circolate online. Di questi, 3.800 euro sono stati destinati alla pulizia del paese dopo la manifestazione, 2.000 euro rappresentano il tetto massimo previsto per gli straordinari del personale comunale, mentre la restante parte è servita per l’acquisto di segnaletica e materiali riutilizzabili anche per eventi futuri. Tradotto in termini ancora più concreti: meno di un euro a cittadino, circa 80 centesimi, e appena 30 centesimi per ogni partecipante. Numeri che non solo disintegrano le polemiche, ma anche mostrano come l’impatto sulle casse pubbliche sia stato minimo. C’è poi un altro elemento fondamentale: tutti i costi organizzativi della manifestazione sono stati sostenuti dall’associazione “Arrostiland X Mosciano”, che ha gestito in autonomia anche le entrate derivanti dall’evento. Ed è proprio per questo motivo che nelle delibere comunali non compare alcun riferimento agli incassi: il Comune, semplicemente, non ha gestito alcuna entrata. Non solo. Arrostiland è stato citato appena due giorni fa dal questore, durante la Festa della Polizia, come esempio virtuoso di gestione dell’ordine pubblico per eventi di grande affluenza. Un riconoscimento che certifica non solo il successo in termini di partecipazione, ma anche l’efficienza dell’organizzazione sotto il profilo della sicurezza. Alla luce di questi dati, la manifestazione moscianese passa alla storia come un grande evento praticamente a costo zero per il Comune, anzi, con bilancio in grande attivo, se si considera l’indotto economico generato sul territorio tra attività commerciali, ristorazione e servizi. Arrostiland, dunque, sembra essere un modello e, al netto delle polemiche social, anche un esempio da replicare.

