
Diciassette pitbull tenuti in condizioni di degrado e sofferenza: legati con catene, privi di adeguata assistenza e circondati da sporcizia. A finire sotto accusa davanti due fratelli della provincia dell'Aquila, che gestivano a l’improvvisato allevamento. A far scattare le verifiche furono alcune segnalazioni da parte di attivisti per la tutela degli animali. Quando le forze dell’ordine, insieme ai servizi veterinari della Asl, intervennero sul posto, si trovarono davanti a una situazione critica. Secondo quanto accertato, gli animali erano regolarmente registrati tramite microchip, ma vivevano in condizioni inadatte.
La vicenda, riportata dal Messaggero, si è conclusa con un accordo tra le parti: i due imputati hanno accettato una pena di quattro mesi di reclusione e una multa di quattromila euro, con sospensione della pena. Il patteggiamento ha chiuso definitivamente il caso sotto il profilo penale.
Foto: elaborazione AI

