


Un faccia a faccia atteso, per fare il punto sull’emergenza e provare a dare risposte concrete a chi, da mesi, vive lontano da casa. Questa mattina, nel comune di Silvi, si è svolto un incontro tra i cittadini sfollati a seguito del dissesto idrogeologico dello scorso gennaio e l’amministrazione comunale. Al tavolo, in rappresentanza del Comune, il vicesindaco Luciana Di Marco e l’assessore all’urbanistica Giampaolo Lella. Presenti anche il direttore dell’Agenzia di Protezione Civile Maurizio Scelli, il geologo Nicola Sciarra e la consigliera regionale Marilena Rossi. Scelli ha spiegato che il Governo ha già messo a disposizione risorse economiche per l’intero territorio regionale, con una quota destinata alle aree più colpite. I Comuni, ha sottolineato, possono già impegnare questi fondi per i primi interventi, pur dovendo rispettare i tempi tecnici delle procedure. Un passaggio importante riguarda anche il lavoro del Commissario, che ha definito il fabbisogno complessivo necessario per affrontare l’emergenza nelle sue varie fasi, dall’immediata alla strutturale. Il 29 aprile è in programma un incontro a Roma con il Dipartimento nazionale per ottenere indicazioni operative più precise. Sul fronte tecnico, il quadro resta delicato. Il geologo Sciarra ha evidenziato come la frana principale, situata a valle, sia ancora attiva e in movimento. Una condizione che impedisce, almeno per ora, sia indagini approfondite sia la progettazione di interventi definitivi. Sarà necessario attendere una stabilizzazione del terreno per procedere con sondaggi e opere strutturali, che si preannunciano complesse. Nelle zone più alte, invece, la criticità riguarda la presenza di massi instabili, potenzialmente pericolosi. Anche qui si procede con cautela: è in corso un monitoraggio continuo per capire l’evoluzione del fenomeno prima di programmare interventi risolutivi. Per quanto riguarda gli edifici, le verifiche effettuate finora non hanno rilevato movimenti significativi nelle strutture pubbliche, come scuola e palestra. Alcune abitazioni private sono invece sotto osservazione per lievi segnali emersi nelle prime analisi, attualmente in fase di approfondimento. È già attivo un sistema di controllo costante tramite sensori installati sugli edifici più esposti e sull’unica abitazione prossima alla frana. I dati raccolti, al momento, vengono definiti rassicuranti. Capitolo viabilità: la strada provinciale coinvolta potrà essere ricostruita, ma serviranno interventi straordinari e una progettazione specifica, non ordinaria. “Le attività in corso – ha concluso Scelli – sono improntate alla massima prudenza e a un’attenta analisi dei dati, con l’obiettivo prioritario di garantire la sicurezza dei cittadini”. Se il lavoro tra istituzioni e tecnici proseguirà con efficacia, i primi sviluppi concreti potrebbero arrivare già nei prossimi mesi.

