Tra conferme attese e cambiamenti inevitabili, il nuovo assetto territoriale del Movimento 5 Stelle apre una fase delicata, soprattutto in Abruzzo, dove la scelta dei vertici nazionali assume un significato politico più ampio di quanto ufficialmente dichiarato. Su indicazione del leader Giuseppe Conte, il Movimento ha approvato i nuovi coordinatori regionali, figure chiamate a rafforzare la presenza sul territorio e a garantire una gestione più efficace dell’azione politica locale. Un passaggio previsto dal nuovo Statuto, che punta a costruire una rete più capillare e reattiva, anche in vista delle prossime sfide elettorali. A colpire è soprattutto la decisione che riguarda l’Abruzzo, di fatto un commissariamento: la guida viene affidata a Francesco Silvestri, ex capogruppo alla Camera e figura esterna al contesto regionale. Una scelta che, al di là delle rassicurazioni ufficiali, è legata alle difficoltà organizzative interne emerse negli ultimi mesi. Dal quartier generale del Movimento si minimizza: non si tratterebbe di un intervento straordinario, ma di una fase di assestamento necessaria per completare la struttura territoriale, ancora incompleta in diverse regioni. Sarà proprio il nuovo coordinatore, spiegano fonti interne, a individuare i referenti locali e a costruire la squadra. Eppure, dietro la versione ufficiale, affiorano segnali di tensione. In Abruzzo, il vuoto lasciato dal passo indietro di Roberto Cataldi ha reso necessario un intervento più deciso da parte della leadership nazionale. Un riassetto che punta a ristabilire ordine, ma che evidenzia anche una fragilità strutturale del Movimento a livello locale. Intanto, la nuova fase si apre con segnali contrastanti. Se da un lato emergono criticità, dall’altro non mancano aperture di fiducia. La deputata Daniela Torto ha accolto con favore l’arrivo di Silvestri, sottolineandone esperienza e affidabilità. Un endorsement che punta a rassicurare l’ambiente locale e a favorire una ripartenza condivisa. Il vero banco di prova sarà ora la capacità del nuovo coordinatore di ricostruire una rete solida e credibile sul territorio, superando divisioni interne e rilanciando l’azione politica. Per il Movimento 5 Stelle, l’Abruzzo diventa così un laboratorio significativo: non solo per testare il nuovo modello organizzativo, ma anche per verificare la tenuta di un progetto politico in piena trasformazione.

