


Ancora neve, ancora danni in quota. Sul massiccio del Gran Sasso una slavina ha colpito e seriamente danneggiato il Rifugio del Monte, nel territorio di Fano Adriano. Si tratta del secondo episodio simile nel giro di pochi giorni, dopo quello della Vale del Chiarino, un segnale evidente della forte instabilità che sta interessando l’area montana. Il rifugio, situato a circa 1600 metri di altitudine lungo il tracciato del Sentiero Italia, rappresenta da anni un punto di appoggio fondamentale per escursionisti e appassionati di montagna. La struttura sorge in una vallata investita dalla massa nevosa. L’impatto della slavina ha causato danni strutturali significativi all’edificio. Fortunatamente, al momento dell’evento il rifugio era vuoto, evitando conseguenze ben più gravi. Non è un caso isolato. Solo pochi giorni fa, il 26 aprile, un’altra valanga aveva colpito il rifugio delle Solagne nella valle del Chiarino, sempre nell’area del Gran Sasso. Anche in quell’occasione non si registrarono feriti, ma i danni alla struttura furono rilevanti. Alla base di questi episodi c’è il repentino aumento delle temperature, che ha reso particolarmente instabile il manto nevoso in quota. Una situazione che ha spinto le autorità a disporre la chiusura di diverse aree montane, vietando il transito a escursionisti e alpinisti per motivi di sicurezza. «È stata davvero una fortuna che non ci siano stati feriti o vittime - commenta il Sindaco, Luigi Servi - il rifugio era infatti vuoto, proprio perché stavamo valutando un affidamento in gestione al Cai».

