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Si comincia a delineare con maggiore chiarezza il quadro dell’ammanco che ha colpito l’Unione dei Comuni "Monti della Laga" (leggi qui il nostro primo articolo), soprattutto per quanto riguarda le modalità con cui le somme sarebbero state sottratte nel tempo. Dalle prime ricostruzioni emerge un meccanismo non tanto sofisticato, ma difficile da intercettare dall’esterno. L’intero iter amministrativo, infatti, sarebbe risultato formalmente corretto in ogni suo passaggio: dalla decisione politica fino alla determinazione dirigenziale, nulla lasciava presagire anomalie. Tutti gli atti apparivano in regola, rispettando procedure e controlli previsti. Il punto critico si sarebbe collocato però nella fase finale, quella dell’emissione del mandato di pagamento. È proprio in questo momento che, secondo quanto ricostruito, il sistema veniva alterato: invece di essere trasformati in bonifici diretti verso i conti correnti delle cooperative che garantiscono servizi sociali o dei vari fornitori legittimi destinatari delle somme, i pagamenti venivano frazionati e indirizzati verso più conti correnti, e in particolare scorrevano verso sette diversi iban, che stando ai primi accertamenti sarebbero relativi ad altrettanti conti correnti tutti riconducibili a un unico dipendente dell’ente. Per essere più chiari: in sette diverse banche sarebbero stati versati mensilmente importi compatibili con quelli di uno stipendio, in modo che il flusso di denaro non fosse “sospetto” neanche per la stessa banca, ma nel complesso si creava un quantum mensile che, in cinque anni, avrebbe prodotto un “reddito” di centinaia e centinaia di migliaia di euro. Una somma che, dai primissimi accertamenti, sfiorava i 400 mila euro, ma che adesso qualche Sindaco teme possa arrivare a toccare i sei zeri. Un meccanismo, quello messo a punto dal dipendente sospettato che, di fatto, rendeva estremamente difficile per l’organo politico accorgersi della sottrazione di denaro. Non solo perché la documentazione risultava formalmente impeccabile, ma anche perché l’unico soggetto in grado di rilevare l’anomalia in tempo reale sarebbe stato proprio chi gestiva materialmente l’iter. A destare sospetti, col tempo, sarebbero stati piuttosto i fornitori: alcuni di loro, infatti, non ricevevano i pagamenti completi, ma soltanto acconti. Una circostanza che, se inizialmente poteva apparire come un semplice ritardo o una gestione dilazionata delle liquidazioni, ha poi contribuito a far emergere un quadro ben più complesso. All’arrivo del nuovo presidente che, per la rotazione dei Comuni, è il Sindaco di Torricella Sicura Daniele Palumbi, è stata avviata una verifica che ha portato alla scoperta dell’ammanco e alla successiva segnalazione alla Finanza, con l’apertura di un’inchiesta. Allo stato attuale, nessun provvedimento è stato ancora adottato nei confronti del dipendente sospettato.