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GABRIELEDINATALEEssere o non… anzi: esserci o non esserci. Votare… o non votare. Approvare o non approvare. Ci perdonerà l’immortale principe di Danimarca, se scomodiamo il più famoso tra i suoi dubbi, per commentare un atto che di shakespeariano non ha nulla, ma che a modo suo ci lascia un senso tragico di incompiutezza. Un trionfo dell’indecisione. Un’epifania del nonsenso fattosi burocrazia. Ci riferiamo al voto contrario dei Comuni di Colonnella e Controguerra al nuovo Statuto della Poliservice. Sia chiaro: è legittimo che un Comune rivendichi la sua autonomia e possa scegliere di non votare, ma se quel voto è dovuto dalla necessità di un adeguamento alla legge Madìa, peraltro più volte sollecitato a chiare lettere dalla Corte dei Conti, allora il non voto andrebbe quanto meno spiegato, se non motivato. Invece, nell’assemblea di oggi che, dopo tre anni, ripetiamo: tre anni di ritardi, grazie al Presidente Gabriele Di Natale ha finalmente approvato la modifica dello statuto della Poliservice, quel voto contrario di Colonnella e Controguerra non è stato molto compreso. Anzi. Colonnella non aveva nemmeno portato la questione in consiglio comunale, rendendo di fatto il non voto una scelta isolata del Sindaco. Diversa la posizione di Controguerra, che aveva sì discusso il tema in Consiglio, ma sollevando interrogativi su aspetti risultati poi non attinenti all’effettivo adeguamento richiesto. Ma hanno votato contro. 
Tant’è. Per fortuna, a sostenere la modifica sono stati tutti gli altri soci, tra cui l’Unione dei Comuni, i sindaci di Martinsicuro, Sant’Egidio, Nereto, Bellante e il socio privato Abruzzo Servizi. Nel concreto, la modifica principale riguarda l’innalzamento della quota minima del socio privato, passata dal 27% al 30%, oltre a una serie di adeguamenti tecnici già, come detto, sollecitati in più occasioni dalla Corte dei Conti. Un passaggio considerato necessario, anche alla luce dei ripetuti rilievi ricevuti negli anni, che evidenziavano una situazione di inerzia da parte degli enti coinvolti. L’aggiornamento dello statuto rappresenta però solo il primo passo. Sul tavolo resta infatti l’ipotesi di una futura acquisizione delle quote private, con l’obiettivo di trasformare Poliservice in una società interamente pubblica. Un’eventualità che, al momento, è alla fase preliminare, ma che senza il voto di oggi non sarebbe stata neanche ipotizzabile. «Adesso iniziano le valutazioni», ha spiegato il presidente Gabriele Di Natale. In realtà, una base di partenza esiste già: è stata infatti redatta una perizia di stima della società, che potrà orientare eventuali trattative. Il nodo centrale sarà però la volontà delle parti: chi vende e chi acquista. Il risultato odierno chiude quindi una fase attesa da anni e segna un punto di svolta dopo i ripetuti ammonimenti della Corte dei Conti, arrivati ben prima dell’attuale presidenza. Un passaggio necessario per aprire ora nuovi scenari sul futuro della società. Con buona pace di Colonnella e Controguerra, che hanno preferito non votare. In certi casi, però, burocraticamente parlando, per dirla col Bardo: «Non votare... è un po' morire».