Eutanasie illegittime. Un'accusa che fa rabbrividirie, partita dalla morte di dieci cuccioli. Si è concluso con una condanna il procedimento giudiziario sulla gestione del canile sanitario della Asl di Pescara. Il giudice ha inflitto quattro mesi di reclusione all’ex responsabile sanitario della struttura di Città Sant’Angelo, ritenendolo colpevole della soppressione di alcuni cuccioli. L’inchiesta riguardava presunte eutanasie considerate non necessarie effettuate tra il 2020 e il 2022 all’interno del canile. Secondo la Procura, sarebbero stati soppressi almeno dieci cani in buone condizioni di salute, alcuni dei quali provvisti di microchip, utilizzando il farmaco Tanax. Tra gli episodi più discussi figurava quello di un cane lupo cecoslovacco che, stando alla ricostruzione investigativa, sarebbe stato prelevato dall’abitazione del proprietario per essere abbattuto nonostante non presentasse problemi sanitari. L’animale evitò la soppressione grazie all’intervento della Lega nazionale per la difesa del cane, che denunciò l’accaduto facendo partire gli accertamenti. L’inchiesta aveva portato, nel gennaio 2023, anche al sequestro del canile.
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