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Nuovo stop per gli attesi lavori di adeguamento sismico della Questura di Teramo e cresce la preoccupazione del sindacato di polizia S.A.P., che lancia un duro allarme sulla sicurezza della struttura. Secondo quanto comunicato dalla segreteria provinciale del sindacato, la ditta che si era aggiudicata l’appalto per gli interventi avrebbe infatti presentato formale richiesta di revoca dell’offerta, chiedendo lo svincolo da tutti gli impegni assunti. Una decisione che, di fatto, blocca nuovamente il percorso per la messa in sicurezza sismica e l’efficientamento energetico dell’edificio della Questura, già annunciato nei mesi scorsi come imminente. Il risultato è che il cantiere non partirà e che l’intera procedura dovrà ripartire con un nuovo affidamento, allungando inevitabilmente i tempi. Il sindacato parla apertamente di situazione inaccettabile, sottolineando come da anni si susseguano rassicurazioni, cronoprogrammi e annunci senza che si arrivi mai all’avvio concreto degli interventi. Per il S.A.P., a questo punto, investire oltre 12 milioni di euro sulla struttura attuale non avrebbe più senso. La proposta avanzata dall’organizzazione sindacale è infatti radicale: abbandonare il progetto di ristrutturazione dell’attuale edificio e destinare invece le risorse previste alla costruzione di una nuova Questura, moderna, più sicura e adeguata alle esigenze operative della polizia. Secondo il sindacato, l’attuale immobile sarebbe ormai superato e sottodimensionato rispetto alle necessità del personale. Inoltre, i lavori ipotizzati avrebbero comportato una riduzione degli spazi disponibili e persino l’eliminazione del poligono di tiro interno. Nel documento diffuso alla stampa, il S.A.P. richiama anche il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e punta il dito contro ritardi burocratici e immobilismo amministrativo. “Non si può sacrificare la sicurezza sull’altare della burocrazia”, scrive il sindacato, chiedendo risposte chiare e impegni concreti da parte delle istituzioni competenti. Forte anche il richiamo al terremoto dell’Aquila del 2009. Il sindacato ricorda infatti l’immagine del Palazzo del Governo del capoluogo abruzzese devastato dal sisma, sottolineando come la provincia di Teramo ricada in un’area classificata a medio-alto rischio sismico. Da qui l’appello finale affinché non venga sottovalutata la situazione della Questura teramana e affinché si intervenga rapidamente per garantire condizioni di sicurezza adeguate agli operatori di polizia e ai cittadini che quotidianamente frequentano la struttura.