

C’è una corsa che non assegna soltanto medaglie, ma speranza. Una corsa in cui ogni passo può trasformarsi in acqua pulita, cure mediche e cibo terapeutico per un bambino che lotta contro la malnutrizione. È la “Corsa contro la Fame”, il più grande progetto solidale scolastico al mondo promosso da Azione contro la Fame, organizzazione umanitaria internazionale fondata nel 1979 e oggi attiva in oltre 55 Paesi. L’associazione è considerata una delle realtà leader mondiali nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile. Interviene nelle aree colpite da guerre, disastri naturali e povertà estrema, affrontando non soltanto l’emergenza alimentare ma anche le cause profonde della fame: mancanza di acqua potabile, cambiamenti climatici, crisi economiche e conflitti armati. Quasi il 90% delle donazioni raccolte viene destinato direttamente ai progetti sul campo. Un approccio concreto e scientifico che ha permesso all’organizzazione di raggiungere un risultato impressionante: secondo le stime, gli interventi di Azione contro la Fame salvano 58 vite ogni minuto nel mondo.
Il cibo terapeutico che salva i bambini
Tra gli strumenti più efficaci utilizzati dall’organizzazione c’è il cosiddetto RUTF, il “Ready to Use Therapeutic Food”: una speciale pasta di arachidi arricchita con proteine, vitamine e sali minerali. Una semplice bustina salvavita che non necessita di cottura, acqua pulita o refrigerazione, caratteristiche fondamentali nelle zone di crisi dove spesso manca tutto. Grazie a un trattamento nutrizionale di poche settimane, un bambino gravemente malnutrito può recuperare peso e forze tornando a vivere normalmente. Ed è proprio qui che entra in gioco il valore simbolico della Corsa contro la Fame: bastano 30 euro per finanziare un trattamento nutrizionale completo e salvare la vita di un bambino.
Il Convitto Delfico e il record delle 58 vite salvate
In Italia il progetto coinvolge circa 230mila studenti di 1.700 scuole. Tra queste spicca il Convitto Nazionale Melchiorre Delfico, che lo scorso anno ha raggiunto un traguardo straordinario. Grazie all’impegno degli studenti, delle famiglie e degli sponsor coinvolti durante la corsa al Campo Gammarana, il Convitto è riuscito a raccogliere fondi sufficienti per garantire cure salvavita complete a 58 bambini in Costa d’Avorio. Un numero dal forte valore simbolico: 58 vite, esattamente come le 58 persone che Azione contro la Fame riesce a salvare ogni minuto nel mondo. Quest’anno la sfida si fa ancora più grande. Per la prima volta parteciperanno insieme Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado, coinvolgendo studenti, docenti e personale scolastico in un’unica grande mobilitazione solidale.
La missione 2026: aiutare la Repubblica Centrafricana
La nuova edizione della Corsa contro la Fame sarà dedicata alla Repubblica Centrafricana, uno dei Paesi più fragili e dimenticati del pianeta. Nel cuore dell’Africa, questa nazione vive una crisi umanitaria gravissima. Più della metà della popolazione necessita di assistenza immediata e anni di guerre civili e instabilità politica hanno devastato l’economia e costretto migliaia di famiglie ad abbandonare i propri campi. L’isolamento geografico complica ulteriormente la situazione: la Repubblica Centrafricana non ha sbocchi sul mare e durante la stagione delle piogge molte strade diventano impraticabili, rendendo difficilissimo trasportare aiuti e medicinali. Eppure, dietro l’emergenza, esiste anche un volto meno conosciuto del Paese. Qui il cielo notturno è tra i più limpidi e stellati del mondo, grazie all’assenza quasi totale di inquinamento luminoso. Il territorio ospita inoltre immense foreste pluviali e specie rare come gorilla di pianura ed elefanti della foresta. A unire le diverse etnie del Paese è la lingua Sango, simbolo di identità e resilienza nazionale.
Pozzi, orti e sostegno alle mamme
Azione contro la Fame opera nella Repubblica Centrafricana per contrastare la gravissima malnutrizione infantile e la mancanza di servizi essenziali. Gli interventi comprendono la costruzione di pozzi per garantire acqua potabile, la distribuzione di cibo terapeutico nelle zone più isolate e il sostegno alle madri attraverso programmi di educazione sanitaria e orti comunitari. L’obiettivo non è soltanto distribuire aiuti immediati, ma rendere le comunità autonome, insegnando tecniche agricole e strumenti per costruire un futuro stabile.
“Superiamo il nostro record”
Il messaggio rivolto agli studenti del Delfico è chiaro e carico di entusiasmo:
“Ragazzi, l’anno scorso il Delfico ha salvato 58 vite. Quest’anno siamo di più, siamo più forti e abbiamo una missione nel cuore dell’Africa. Ogni vostro giro di campo è una speranza che vola verso la Repubblica Centrafricana. Superiamo il nostro record”.
Perché in questa corsa non conta soltanto arrivare al traguardo. Conta sapere che, dall’altra parte del mondo, qualcuno potrà continuare a vivere grazie a quei passi.

