Si chiude con un netto rifiuto qualsiasi apertura all’emendamento sull’etichettatura del vino la riunione organizzata dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, che si è svolta a Francavilla al Mare. Al centro del confronto, le modifiche normative che potrebbero incidere profondamente sulla tutela delle produzioni vitivinicole locali. Nel corso dell’incontro, Coldiretti Abruzzo ha ribadito una posizione ferma: nessuna disponibilità ad accettare cambiamenti che possano indebolire la protezione del vitigno Montepulciano d’Abruzzo, simbolo della tradizione agricola regionale e componente essenziale dell’identità territoriale.
Il dibattito si è concentrato sulla nuova versione dell’emendamento all’articolo 17 del disegno di legge dedicato al rafforzamento del comparto agricolo. In particolare, le modifiche riguardano il Testo Unico del Vino e introducono nuove regole sull’utilizzo in etichetta dei nomi dei vitigni che coincidono con denominazioni di origine. Secondo Coldiretti, la proposta, pur prevedendo limiti grafici, aprirebbe a un uso più ampio e ambiguo di questi nomi, favorendo possibili interpretazioni fuorvianti. Il rischio evidenziato è quello di una progressiva perdita del legame tra vitigno e territorio, elemento che rappresenta uno dei punti di forza del vino italiano sui mercati internazionali. Le conseguenze, sottolineano i rappresentanti dell’organizzazione, non riguarderebbero solo l’Abruzzo ma l’intero sistema vitivinicolo nazionale, creando un precedente potenzialmente dannoso per tutte le aree che fondano la propria reputazione sulla tipicità. Anche il Consorzio, inizialmente orientato a valutare possibili margini di confronto, ha infine aderito alla linea dura espressa da Coldiretti. “Non possiamo accettare che la semplificazione normativa si trasformi in una deregolamentazione capace di svilire i nostri vitigni storici”, è stato ribadito durante la riunione. Infine, Coldiretti Abruzzo ha lanciato un appello alle istituzioni regionali e ai parlamentari del territorio affinché intervengano con decisione per difendere un settore strategico e il patrimonio identitario legato ai vitigni autoctoni.

