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La legge per l'assegnazione di alloggi popolari approvata in Regione e per la quale si sono "sparati le pose" tutta la Lega e oltre la metà della maggioranza a suon di interviste per dire "quanto siamo stati bravi a farlo" (Meloni compresa) non è piaciuta nemmeno un pochino agli inquilini d'Abruzzo che hanno annunciato una bella protesta arrivata direttamente a Palazzo Chigi.

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A scrivere al premier Giuseppe Conte, e poi al ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, e al ministro delle Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli, è l'Unione Inquilini che denuncia: «criticità e possibili elementi di incostituzionalità» nella legge di riforma della disciplina per assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica approvata martedì dal Consiglio regionale dell'Abruzzo. «La nuova normativa», scrivono Massimo Pasquini, segretario nazionale Unione Inquilini, e Walter Rapattoni, coordinatore Abruzzo, «lede i diritti fondamentali delle persone. In uno Stato di diritto chi commette un reato è giustamente indagato, eventualmente processato ed eventualmente condannato a espiare la pena». A queste rimostranze segue l'elenco dei passaggi che l'Unione inquilini non ritiene di poter condividere, che corrispondono, grosso modo, proprio ai punti sui quali la maggioranza di centrodestra ha fondato l'impianto normativo. «La legge», si legge ancora nella lettera, «propone un inasprimento delle cause di esclusione e decadenza dal beneficio per chi commette reati di vario genere, tra cui quelli contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, l'ordine pubblico, il patrimonio e la persona». Mentre la legge precedente poneva un limite di condanna superiore a 5 anni di reclusione per l'assegnazione della casa popolare, ora il limite viene abbassato a 2 anni. «Così come per coloro che si rendono responsabili di allacci abusivi alle utenze domestiche. La legge approvata amplia la categoria dei reati previsti dalla precedente legge regionale 96 del 1996, che nella sua formulazione attuale richiede che l'intestatario della domanda di assegnazione e uno dei componenti del nucleo familiare non debba avere riportato condanne penali passate in giudicato per una serie di reati. La nuova legge amplia la categoria dei reati, ricomprendendo tra le condanne definitive i reati di vilipendio, contro la Pubblica amministrazione, ordine pubblico, patrimonio, amministrazione della giustizia, fino ai delitti contro la persona (maltrattamenti in famiglia, lesioni, omicidio). Infine», conclude l'Unione Inquilini, «la legge approvata prevede per i cittadini stranieri di non consentire più l'autocertificazione su eventuali proprietà all'estero, bensì occorrerà presentare una certificazione».

Ed ora vai con le interviste e le "pose" in replica agli inquilini, ma siamo certi che stavolta non arriveranno mentre non si fermeranno qui le proteste degli inquilini, anche teramani, che arriveranno prestissimo sul tavolo della presidentessa dottoressa Maria Ceci.

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