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PAPAVALENTINADopo mesi di silenzio e interventi sporadici su temi marginali, la chat della maggioranza torna improvvisamente ad animarsi nel pomeriggio di oggi. A riaccendere il confronto è stata la consigliera Valentina Papa, che ha chiesto chiarimenti all’assessora Pina Ciammariconi in merito ai patti di collaborazione e, in particolare, al rinnovo della convenzione con la Ca.Fe., scaduta a ottobre e poi rinnovata. La replica dell’assessora grillina è arrivata in tempi rapidissimi. Ciammariconi ha ricordato che il patto di collaborazione nasce con una durata strutturata di tre anni più tre, quindi in un’ottica complessiva di sei anni legata al raggiungimento degli obiettivi e non alle scelte discrezionali dell’amministrazione. L’ente può eventualmente anticiparne lo scioglimento solo per motivi di pubblico interesse, ha precisato, citando come esempio la necessità di destinare la struttura ad altra funzione, come una scuola. L’assessora ha inoltre difeso l’operato della Ca.Fe., sottolineando la puntualità e l’esaustività delle relazioni prodotte nel tempo. Pur annunciando l’impossibilità di essere presente a un incontro serale, ha assicurato piena disponibilità per eventuali chiarimenti. Infine, Ciammariconi ha spiegato che, proprio alla luce di questi elementi, non si è reso necessario il passaggio in Giunta per il rinnovo. Un botta e risposta che rompe la lunga quiete della chat di maggioranza e riporta al centro dell’attenzione la gestione dei patti di collaborazione e dei beni affidati alle realtà associative. L'argomento doveva essere affrontato alle 19 durante la riunione di maggioranza pre consiglio sul bilancio che si svolgerà venerdi alle 14 ma purtroppo la Ciammariconi ha altri impegni e quindi in attesa che torni il Sindaco d Torino, domani, si preferisce non affrontare la questione Ca.Fè. C'è invece qualcun altro che pensa che dietro questa richiesta chiarimenti della Papa ci sia il fatto che alla Ca.Fè si voglia trovare spazio per altre associazioni che facciano capo a una consigliera comunale di recente nominata presidentessa di una bella Consulta. Ma sono voci e non sempre si può credere alle voci, si sa.

Elisabetta Di Carlo