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campli-museo-diff1.jpgIl Garante per la Protezione dei Dati Personali ha inflitto una sanzione alla piattaforma Aldilapp, utilizzata da diversi Comuni per la gestione digitale dei servizi cimiteriali. Nel provvedimento del 12 febbraio l’Autorità contesta alla società una scarsa trasparenza nei confronti degli utenti e alcune criticità nel trattamento dei dati, che riguardano sia i defunti sia le persone che si registrano per accedere ai servizi. Secondo il Garante, i dati relativi alle persone decedute sono soggetti a particolari tutele previste dalla normativa sulla privacy. Nel provvedimento è stata inoltre disposta la cancellazione dei profili digitali dei defunti e dei dati personali degli utenti collegati a Comuni che non fanno più parte del progetto. Alcuni enti locali, tra cui Ancona e Velletri, sono già stati sanzionati per violazioni delle norme. Diversa la posizione espressa dalla società che gestisce la piattaforma, che in una comunicazione inviata ai Comuni partner ha ridimensionato la portata del provvedimento. Secondo l’azienda, infatti, le osservazioni dell’Autorità riguardano esclusivamente aspetti tecnico-organizzativi, come le modalità di registrazione degli utenti e la distinzione tra servizi istituzionali e servizi aggiuntivi presenti nella piattaforma. La società sottolinea inoltre che non è stato rilevato alcun uso improprio dei dati né danni per i cittadini e che il Garante non ha disposto la sospensione del servizio. La sanzione amministrativa, pari a 6.000 euro, viene definita contenuta e legata anche alla natura innovativa del servizio e all’assenza di reclami da parte degli utenti. Aldilapp continuerà quindi a operare regolarmente e i Comuni che utilizzano la piattaforma, viene assicurato, non corrono alcun rischio. Intanto la vicenda ha acceso il dibattito politico a Campli. I consiglieri comunali della lista civica di minoranza “Svolta, Campli!” parlano di “ennesima bufala propagandistica” e ricordano come l’amministrazione comunale nel 2022 si fosse vantata di essere stata tra le prime in Italia ad adottare la piattaforma. Secondo l’opposizione il Comune dovrebbe adeguarsi immediatamente alle indicazioni del Garante per evitare possibili sanzioni o danni d’immagine. I consiglieri criticano inoltre il costo dell’applicazione, pari a circa 10 mila euro, sostenendo che il servizio non sarebbe mai stato utilizzato dai cittadini. La minoranza torna infine ad attaccare l’amministrazione anche sulla gestione dei cimiteri, ricordando la privatizzazione delle strutture per 25 anni e accusando il Comune di aver tentato di estendere la privatizzazione anche alla ricerca dei defunti attraverso la piattaforma digitale.