Ci sarebbero molte parole per descrivere lo stato attuale della città, ma una più di tutte sembra riassumere il momento che Teramo sta vivendo: caos. Un caos che non è più episodico, ma strutturale. Amministrativo, politico, progettuale: un disordine diffuso che ormai accompagna la quotidianità dei cittadini.
L’Amministrazione guidata dal sindaco D’Alberto si avvia verso quello che potrebbe essere il quarto rimpasto di giunta, con indiscrezioni che parlano addirittura di un possibile ritorno dell’ex assessore Valdo Di Bonaventura. Un quadro che stride con le promesse iniziali, quando la stessa amministrazione si era presentata agli elettori con parole d’ordine come partecipazione, cambiamento, ordine e trasparenza.
Oggi, invece, oltre alla confusione politica, emerge con forza quella legata alla gestione della città. La viabilità appare sempre più caotica, tra cantieri, deviazioni e divieti che cambiano di giorno in giorno. I cittadini si trovano a vivere in una città in continua trasformazione, spesso senza preavviso, tra transenne improvvise e percorsi modificati.
A complicare ulteriormente il quadro sono i lavori legati ai sottoservizi, come quelli di Enel o della fibra, che sembrano procedere senza un coordinamento efficace: strade appena sistemate vengono nuovamente scavate a distanza di poche ore, con evidenti disagi e sprechi.
Il tema dei cantieri è ormai centrale. Intere aree della città risultano occupate per lunghi periodi, con una drastica riduzione dei parcheggi disponibili. In molti casi si tratta di lavori che procedono a rilento o che appaiono addirittura fermi. Emblematico è il caso del mercato coperto, diventato simbolo di un cantiere senza tempi certi.
Anche i cronoprogrammi sembrano aver perso valore. Il progetto dell’ipogeo, inizialmente previsto in un anno, ha visto allungarsi i tempi oltre i due anni e mezzo, con costi più che raddoppiati rispetto alle stime iniziali.
Non mancano poi i grandi annunci rimasti tali. La ciclovia, ad esempio, è stata presentata come un’opera strategica, ma oggi appare abbandonata, priva di manutenzione e di fatto inutilizzabile. Lo stesso vale per altri interventi annunciati, come quelli legati alla centrale elettrica della Cona.
Proprio la Cona rappresenta uno dei nodi più critici, soprattutto sul fronte dell’edilizia scolastica. Secondo le critiche, l’amministrazione avrebbe accettato soluzioni considerate inadeguate, senza una visione di lungo periodo che avrebbe potuto garantire strutture più sicure e funzionali, anche in ottica emergenziale.
Il disordine che si percepisce in città, tuttavia, non sarebbe solo il risultato di scelte esterne, ma il riflesso di una macchina amministrativa che fatica a trovare una direzione chiara. La mancanza di coordinamento tra dirigenti e uffici, unita a una gestione frammentata delle pratiche, contribuirebbe a creare un sistema difficile da interpretare sia per i cittadini sia per i professionisti.
Sempre più frequenti sono infatti le segnalazioni e gli appelli, anche attraverso la stampa, da parte di residenti, tecnici e operatori, che chiedono maggiore chiarezza e organizzazione.
Il confronto con altri comuni del territorio, dove situazioni simili sembrano meno evidenti, rafforza l’idea che quella attuale sia una condizione specifica di Teramo. Una situazione che, secondo le critiche, nasce da scelte precise o, più spesso, dall’assenza di decisioni.
Perché, quando viene meno una guida chiara, il rischio è che il caos smetta di essere un’eccezione e diventi la regola.
Mario Cozzi
Consigliere comunale Forza Italia

