Superare la frammentazione, accelerare sui tempi e costruire un modello pubblico integrato per la gestione dei rifiuti. È questa la direzione emersa dal vertice “Rifiuti ed economia circolare: il futuro della gestione integrata”, ospitato alla Biblioteca “Melchiorre Delfico”, dove istituzioni e società del settore hanno messo nero su bianco una strategia condivisa: dar vita a un polo unico provinciale. L’incontro, promosso da Teramo Ambiente e dal Comune, segna un passaggio politico e industriale rilevante in un comparto ancora caratterizzato da una forte frammentazione.
In Abruzzo operano oltre 30 gestori, un dato che – secondo il direttore generale di Agir Abruzzo, Luca Zappacosta – rende necessario un riassetto profondo, sia sul piano organizzativo sia su quello delle performance, a partire dalle percentuali di raccolta differenziata. Sul fronte istituzionale, il cronoprogramma resta quello indicato dal delegato regionale Nicola Campitelli, che fissa all’aprile 2027 l’approvazione del nuovo Piano rifiuti. Ma proprio sui tempi si concentra l’allarme lanciato dall’ex dirigente regionale Franco Gerardini: «Le scadenze regionali non rispondono alle esigenze dei territori. Serve accelerare e arrivare prima a un piano d’ambito provinciale, capace poi di integrarsi con quello regionale». Dal Comune arriva la conferma di una linea già tracciata. Il sindaco Gianguido D’Alberto rivendica il ruolo guida del capoluogo: «Teramo è pronta a fare da capofila per un gestore unico pubblico, mettendo al centro l’interesse collettivo e superando una paralisi normativa che dura da oltre un decennio». La convergenza tra i principali attori del territorio appare sempre più concreta. Ivan Di Cesare, amministratore di MoTe, parla di «scelta obbligata» per uscire dalla crisi e generare economie di scala, mentre Antonio Della Croce, per Poliservice, assicura il contributo della Val Vibrata in termini di esperienza e qualità gestionale. A chiudere il confronto è il presidente di Teramo Ambiente, Sergio Saccomandi, che rilancia il peso dell’azienda nel progetto proprio nell’anno del trentennale: «Il gestore unico non è solo una previsione normativa, ma una scelta di buon senso. Mettiamo a disposizione della provincia trent’anni di esperienza, anche alla luce delle innovazioni come la raccolta puntuale. L’obiettivo è trasformare questo patrimonio in un sistema condiviso e costruire finalmente un ambito unico». Il percorso è avviato, ma la sfida resta aperta: tradurre l’intesa politica in un modello operativo capace di rendere più efficiente, sostenibile e moderna la gestione dei rifiuti in tutta la provincia.




