Sulla vicenda della scuola media Savini l'amministrazione comunale guidata dal Sindaco D'Alberto certifica, nuovamente, una totale incapacità amministrativa e una gestione superficiale di un'opera pubblica fondamentale per la città.
Dopo anni dalla chiusura, avvenuta per il terremoto del 2016, e con una giunta di centrosinistra in carica dal 2018, Teramo si trova oggi di fronte all'ultimo (si spera) annuncio di cantiere dopo qualche decina di cronoprogrammi puntualmente smentiti.
Il cantiere della Savini, annunciato per anni e per mesi, ed infine per gennaio, a oggi ancora non esiste: appare evidente che non si tratti più di un semplice ritardo tecnico, ma di una gestione politica approssimativa
che ha prodotto solo confusione amministrativa, rallentamenti e fa
emergere continue contraddizioni.
Ogni scadenza è stata disattesa e ogni previsione superata senza che arrivassero spiegazioni ai cittadini, i quali continuano a pagare il prezzo di una situazione che si trascina da troppo tempo senza una direzione chiara.
Il Sindaco deve uscire finalmente dalla propaganda e dalle dichiarazioni di circostanza per dire chiaramente perché i lavori non sono ancora partiti e quali errori siano stati commessi nella gestione della procedura.
Per parte nostra saremo felici dell'inizio dei lavori, ma l'Amministrazione deve scusarsi con la città per un ritardo enorme che ha fatto lievitare i costi e fatto perdere tempo prezioso non solo ai nostri ragazzi e alla scuola, ma all'intera città.
Invitiamo quindi il primo cittadino, il giorno in cui arriverà l'inizio lavori alla Savini, a evitare i soliti selfie e le interviste trionfalistiche, convocando invece una conferenza stampa per rendere conto d tutti i cantieri fermi o mai avviati che contribuiscono allo stallo della città quali a solo titolo esemplificativo:
• Museo Archeologico Francesco Savini;
• Municipio;
• Ipogeo: con la seconda fase non terminata;
• Via Longo: con le case popolari comunali rimaste incompiute;
• Il ponte di collegamento tra Gammarana e Carapollo;
• L'area camper;
• Il canile comunale;
• Questione biodigestore: con lo smantellamento del vecchio inceneritore, annunciato per gennaio e ancora fantasma ad aprile.
Questa paralisi amministrativa di otto anni inconcludenti che sta portando, tra l'altro, al collasso del commercio cittadino, con la chiusura di attività storiche, parcheggi sempre più cari e una città meno sicura e spopolata.
I cittadini sono stanchi di vivere una fase di declino senza un futuro di rilancio, ostaggio di una giunta sempre più litigiosa e preoccupata più delle poltrone che del bene della città. Teramo rimane così senza programmazione e senza una visione di sviluppo futuro e l'ultimo stanco scorcio di consiliatura non promette nulla di buono.
Il capogruppo di Fratelli D'Italia
Luca Corona

