Clima sempre più teso all’interno dell’amministrazione comunale, dopo l’annuncio dell’azzeramento della giunta da parte del sindaco D'Alberto. Una decisione che, anziché rasserenare il quadro politico, alimenta ulteriori polemiche e apre scenari di forte instabilità. A intervenire con parole durissime è il consigliere Franco Fracassa (FUTURO IN) che non usa mezzi termini per descrivere la situazione: quella che si sta consumando, secondo lui, è l’ennesima dimostrazione della cosiddetta “maledizione del secondo mandato”, con una maggioranza ormai logorata da divisioni interne e interessi personali. “Ormai – afferma Fracassa – siamo davanti a un quadro compromesso. Anche con questo rimpasto, il sindaco non riuscirà a recuperare equilibrio. I rapporti sono deteriorati: tutti chiedono, tutti vogliono, e si va avanti solo per una questione economica, legata agli stipendi. Molti di loro non hanno un lavoro e hanno bisogno di questa entrata: ma questo non è certo un bene per la città”. Il consigliere punta il dito contro una politica che, a suo dire, ha smarrito completamente la propria funzione pubblica: “Qui la politica è diventata economia privata, interesse personale. Intanto i problemi restano tutti sul tavolo: cantieri fermi, fondi PNRR a rischio o già persi – penso al biodigestore – e nessuno che si occupi davvero delle priorità dei cittadini”. Nel mirino anche le dinamiche interne alla maggioranza e le manovre per il nuovo assetto della giunta. “È iniziato il toto nomi – prosegue – con tentativi, soprattutto a sinistra, di coinvolgere figure provenienti da esperienze amministrative di destra. Alcuni hanno rifiutato, altri invece hanno accettato, come l’ex assessore Valdo Di Bonaventura (GUARDA QUI) che lo ha dichiarato in un’intervista a certastampa”. Fracassa non risparmia neppure una stoccata ironica sulla gestione della città passata su Di Bonaventura: “Forse l’unica buona notizia riguarda le papere e i cigni della villa comunale, che torneranno ad avere qualcuno che li accudisce. Ma, al di là delle battute, è grave che si pensi alle poltrone mentre la città è paralizzata”. Tra le criticità segnalate, anche il traffico e i disagi quotidiani: “I cittadini sono stanchi. Ogni mattina Teramo è bloccata, con strade chiuse da mesi e lavori di cui non si conoscono neppure le responsabilità. È una situazione inaccettabile”. Sui tempi della riorganizzazione, Fracassa si dice scettico: “Anche se si arrivasse a una soluzione in dieci giorni, ci saranno comunque scontenti, tensioni e una maggioranza che non garantirà più stabilità. È una situazione ormai irrecuperabile”.
Da qui l’appello finale, diretto al primo cittadino: “Consiglierei al sindaco di rassegnare le dimissioni definitive. Sarebbe un atto forte, certo, ma necessario per il bene di Teramo. Prima si torna al voto, prima si potrà avere un governo serio, capace di affrontare davvero i problemi della città”.


