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DEgidio fotoDopo otto anni alla guida della città, il centrosinistra arriva a riconoscere la necessità di riorganizzare la macchina comunale, aprendo di fatto – secondo l’opposizione – una riflessione che suona come un’ammissione di fallimento. A sottolinearlo è Alessio D’Egidio, segretario provinciale di Azione e capogruppo in Consiglio comunale, che interviene sulle recenti dichiarazioni del Partito Democratico relative all’introduzione di una nuova figura dirigenziale. “Se dopo otto anni di amministrazione si parla ancora di rimettere mano all’organizzazione interna del Comune, significa che qualcosa non ha funzionato. Non si può scoprire solo oggi che serve un direttore generale per garantire efficienza”, afferma.

D’Egidio evidenzia come le parole della segretaria cittadina del PD arrivino con notevole ritardo rispetto alle criticità esistenti. “Fa riflettere che, dopo due mandati dell’amministrazione D’Alberto, ci si accorga soltanto ora delle difficoltà degli uffici. È un segnale evidente della mancanza di una visione chiara nella gestione della struttura amministrativa”. Secondo il capogruppo di Azione, la questione non può essere ridotta a un semplice intervento tecnico. “Non basta individuare una nuova figura: bisogna interrogarsi sulle cause che hanno portato a questo livello di inefficienza. Se oggi emergono problemi così evidenti, significa che per anni non si è intervenuti in maniera adeguata”. Nel mirino anche l’impostazione politica dell’attuale fase amministrativa. “È una questione di rispetto verso i cittadini: non è accettabile aprire una verifica dopo due mandati come se si fosse all’inizio. Le responsabilità politiche sono chiare e non possono essere attribuite a fattori esterni o a eredità del passato”.

D’Egidio ribadisce quindi le priorità per la città, indicando la necessità di risposte immediate. “Teramo ha bisogno di un’amministrazione che funzioni adesso, che dia risposte concrete su manutenzione, decoro urbano e servizi essenziali, senza ulteriori rinvii”.

Infine, il rappresentante di Azione conferma il ruolo dell’opposizione. “Continueremo a lavorare con serietà e spirito costruttivo, ma è indispensabile un cambio di passo immediato: il tempo delle giustificazioni è finito”.