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Screenshot_2026-04-15_alle_04.00.07.pngNon una protesta eclatante, ma una presa di posizione chiara nei contenuti e nelle rivendicazioni. Il consigliere di minoranza aMauro Di Bonaventura, esponente del Partito Democratico, ha scelto di abbandonare l’aula durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Tortoreto, dopo aver ripercorso una vicenda che si trascina da oltre un anno. Nel corso della riunione del 14 aprile, Di Bonaventura ha letto un documento dettagliato per ricostruire i passaggi degli ultimi 14 mesi, a partire dalla richiesta di costituire formalmente il gruppo consiliare del Pd. Un percorso che, nonostante le rassicurazioni ricevute, non ha ancora portato a una modifica del regolamento comunale. Il consigliere ha ricordato di aver presentato una proposta completa di revisione dell’articolo 83 del regolamento, con l’obiettivo di garantire rappresentatività e pluralismo all’interno dell’assise civica. Una soluzione, ha sottolineato, “chiara e rispettosa dei principi istituzionali”, che avrebbe consentito il riconoscimento ufficiale del gruppo consiliare democratico. A quella iniziativa è seguita, il 19 marzo scorso, una comunicazione formale con cui si annunciava l’avvio dell’istruttoria da parte degli uffici competenti. Da allora, però, secondo Di Bonaventura, non si sono registrati passi concreti: nessuna discussione in commissione, nessuna proposta portata all’attenzione del Consiglio, nessun atto formale. Una situazione che, per l’esponente Pd, rappresenta anche il mancato rispetto di un impegno politico assunto in precedenza dal sindaco, che aveva garantito una modifica del regolamento proprio per sanare quella che viene definita una lacuna normativa. Nel suo intervento, Di Bonaventura ha inoltre stigmatizzato una battuta ricevuta in aula sul concetto di “gruppo consiliare”, ritenuta inadeguata e fuori luogo in un contesto istituzionale. Il punto, ha ribadito, non riguarda il numero dei consiglieri, ma il principio di rappresentanza politica, che deve tener conto anche delle realtà e delle comunità rappresentate al di fuori del Consiglio. Per il consigliere, non si tratta di una questione personale, ma di un diritto politico: il riconoscimento del ruolo del Partito Democratico all’interno dell’assemblea cittadina e il rispetto del principio di non discriminazione tra le forze politiche.

Prima di lasciare l’aula, Di Bonaventura ha avanzato richieste precise: la formalizzazione di una proposta da parte della commissione di vigilanza e l’avvio di un iter che porti alla discussione e alla votazione di una modifica regolamentare. In particolare, si chiede di chiarire esplicitamente che anche un solo consigliere può costituire un gruppo consiliare e che tale possibilità sia riconosciuta anche ai partiti organizzati sul territorio, indipendentemente dalla presenza di una lista autonoma alle elezioni.