×

Avviso

Non ci sono cétégorie

dinopepeok.jpegLa Asl di Teramo aveva indetto, salvo poi rinviarla, una conferenza stampa prevista per giovedì 16 aprile 2026 per presentare ufficialmente la trasformazione dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Chirurgia dell’ospedale di Giulianova in un modello di “Week Surgery” e “One Day Surgery”. Una riorganizzazione che, però, sta già sollevando interrogativi e preoccupazioni. Nel dettaglio, il reparto sarà operativo dal lunedì mattina fino al venerdì sera. I pazienti non dimissibili verranno trasferiti in altre unità operative: a tal fine sono stati individuati quattro posti letto presso l’Unità operativa di Ortopedia dello stesso presidio. Una soluzione che, secondo diversi osservatori, potrebbe non essere sufficiente a garantire la gestione delle urgenze, soprattutto nei fine settimana. L’Unità operativa di Chirurgia generale ha finora assicurato attività sia programmata che d’urgenza, rappresentando un punto di riferimento per il territorio. Un ruolo ancora più cruciale durante il periodo estivo, quando l’utenza lungo la costa arriva a triplicarsi. Tra i principali nodi da chiarire, resta quello relativo alla gestione delle emergenze: quattro posti letto potrebbero non bastare, soprattutto nel caso in cui siano già occupati da pazienti non dimissibili. Ma non è l’unico aspetto critico. Dubbi riguardano anche il personale infermieristico e di supporto, che nei giorni di chiusura del reparto potrebbe essere redistribuito in altre unità operative, con possibili ripercussioni sulla continuità assistenziale. Restano inoltre senza risposta questioni legate al monte ore, al trattamento economico, alla maturazione delle ferie e alla gestione delle ore già accumulate. Al momento, su questi punti non sarebbero arrivate indicazioni chiare, alimentando il malcontento tra gli operatori, che temono di essere considerati un elemento marginale nella riorganizzazione. Se da un lato il modello di day surgery può contribuire ad abbattere le liste d’attesa per interventi a bassa e media complessità, dall’altro la chiusura nel fine settimana introduce limiti operativi evidenti. Già dal giovedì, infatti, potranno essere programmati solo interventi con dimissione entro il giorno successivo, mentre il venerdì le attività dovranno concludersi entro le 14. Non si contesta il principio della riorganizzazione, ma le modalità con cui viene attuata. La chiusura del reparto nel weekend genera preoccupazione tra chi, negli anni, ha contribuito a costruire e difendere il servizio. Dal fronte politico, esponenti del centrodestra parlano di un potenziamento, sostenendo che la nuova organizzazione possa rendere Giulianova un punto di riferimento per la chirurgia a bassa e media complessità. Una posizione che si scontra con i timori espressi da operatori e cittadini. Secondo i firmatari dell’intervento, il consigliere regionale Dino Pepe e i consiglieri comunali di Giulianova Alessandra Matone e Oreste Marchionni, il rischio è invece quello di un arretramento: la riduzione dell’attività chirurgica continuativa potrebbe limitare l’accesso alle cure, allungare i tempi di attesa e aumentare la mobilità sanitaria verso altre strutture, con conseguenze soprattutto per le fasce più fragili. Una scelta che, concludono, sembrerebbe dettata più da esigenze di bilancio che da una reale strategia di potenziamento del servizio sanitario, in un contesto segnato da un deficit economico rilevante che rischia di riflettersi sui servizi essenziali destinati ai cittadini.