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COMUNESILVIA Silvi, negli ultimi giorni, sta accadendo qualcosa di grave. Anzi, gravissimo. Il sindaco ha revocato delle deleghe con un atto formale, scelta che rientra nelle sue prerogative. Ma poi ha deciso di colpire politicamente il presidente del Consiglio comunale attraverso la stampa, fuori dalle sedi istituzionali e lontano dal confronto dovuto nelle aule preposte.

C’è poi un aspetto di merito che non può essere ignorato: quella revoca delle deleghe appare già di per sé anomala, perché il presidente del Consiglio comunale, per ruolo e funzione, non dovrebbe esercitare compiti esecutivi né detenere deleghe. In questo senso, il sindaco è intervenuto per ristabilire ciò che l’ordinamento comunale prevede con chiarezza: il presidente del Consiglio deve essere figura di garanzia, terza e imparziale.

Ma mentre tutto questo accade, cosa fa la maggioranza?

Tace. Tacciono tutti i partiti che la compongono.

Un silenzio pesante, che non chiarisce nulla e che soprattutto non si assume alcuna responsabilità politica.

Ancora più significativo è il silenzio di chi, in Consiglio comunale, siede come capogruppo dello stesso partito del presidente sfiduciato ed è anche coordinatore provinciale. Una figura che interviene quotidianamente, prende posizione, detta la linea politica in tutta la provincia di Teramo, ma che su Silvi improvvisamente sparisce.

Nessuna parola. Nessuna spiegazione. Nessuna presa di posizione.

E un silenzio, in politica, non è mai neutrale. È sempre una scelta.

A rendere il quadro ancora più grave c’è poi un altro elemento: nella nota delibera di Giunta con cui è stata decisa la querela contro il comitato cittadino compare, con voto favorevole, anche l’assessore di riferimento dello stesso presidente sfiduciato e del capogruppo che oggi sceglie il silenzio proprio su Silvi.

Tutto questo accade mentre la città affronta una situazione drammatica legata alla frana, che sta creando enormi difficoltà a cittadini e famiglie.

E mentre ci si avvicina alla stagione estiva, che rappresenta il vero motore economico del territorio, ci si aspetterebbe un’amministrazione concentrata solo su programmazione, sicurezza, sostegno alle attività e tutela dell’immagine della città. Invece assistiamo a tensioni interne, scontri politici e atti che rischiano di indebolire Silvi proprio nel momento più delicato.

I cittadini meritano rispetto, ascolto e risposte serie.

Le istituzioni hanno il dovere di essere all’altezza della fase che la città sta vivendo. E se non sono in grado di esserlo, abbiano almeno il coraggio di farsi da parte.

Perché oggi, a Silvi, questo purtroppo sta mancando.

VITO PARTIPILO