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VERNAMAU.jpeg Un incontro casuale, in una giornata di mezza pioggia di una Primavera che sa d’Autunno. Tra le strade che s’incamminano verso la piazza. Due chiacchiere, che non possono non essere “politiche”, perché uno dei due è un ex assessore del Gianguido I, e non possono non trasformarsi in un’intervista, perché l’altro è un giornalista. Un’intervista che nasce come analisi, ma poi si fa sfogo, confessione quasi, assumendo un valore politico che va oltre il quotidiano, ma investe tutta la storia della gianguideria del primo e secondo mandato, raccontata, anzi: “riletta” da un protagonista vero, Maurizio Verna, ispiratore di quella lista “Innova Teramo” che faceva parte della coalizione che ha accompagnato Gianguido D’Alberto per la seconda volta nell’ufficio più importante del Municipio.

Ecco, partiamo da qui.


Verna, Innova Teramo fa ancora parte del Centrosinistra che governa Teramo?

«Noi abbiamo fatto questa questa lista per dare un contributo, soprattutto sotto l'aspetto dell’innovazione, della sostenibilità, dell’accessibilità, ma non siamo entrati in Consiglio per un voto, per un solo voto… incredibile vero? Però poi, ovviamente, ci siamo posti il problema, abbiamo chiesto se ne facessimo parte, se la nostra presenza fosse utile e gradita e abbiamo avuto sempre rassicurazioni, poi ci hanno invitati a quattro o cinque riunioni di Maggioranza, Celano, al Conclave e da allora non ci hanno più chiamati, non esistiamo più… forse è stato proprio per quello che abbiamo detto lì al Conclave…»



Perché, che avete detto?
«Abbiamo parlato delle cose da fare, sottolineato le criticità, del resto se non ci si confronta seriamente in un’occasione come quella… siamo stati schietti e sinceri e da allora… il silenzio assoluto…».


In che senso?


«Nel senso che non li abbiamo più sentiti, e che ogni volta che abbiamo chiesto se ancora facessimo parte del gruppo, non abbiamo avuto risposta… niente, un silenzio assoluto, neanche il rispetto della dignità politica di un gruppo di persone che si era impegnato, niente… a parte tante pacche sulle spalle e rassicurazioni sul fatto che siamo ancora della coalizione, ma non è così… siamo invisibili per loro»



Chi è che vi rassicura con le pacche sulle spalle?


«Il Sindaco, sempre al Sindaco, ma anche agli altri, perché è evidente che ormai il Sindaco non governa più questa comunità, s’è visto anche con la vicenda della nuova Giunta…»



Il Sindaco però sostiene che questa sia la “sua” Giunta e che abbia scelto in autonomia…


«A parere mio, di scelte sue in quella Giunta c’è un 30%, la realtà è che non ha scelto perché non poteva scegliere… e noi siano stati di nuovo esclusi, nel senso che le nostre proposte sono state di nuovo totalmente ignorate»




Ricordiamole..
«I parcheggi in Centro Storico, tanto per cominciare, perché è vergognoso che siamo l'unico Comune capoluogo del Centro - Nord Italia a non avere i parcheggi gialli per residenti… una cosa che non viene fatta non per chissà quale motivo, ma solo per mancanza di coraggio, ecco questo è uno dei tratti distintivi del Secondo Gianguido: la mancanza di coraggio… manca un po’ a tutti e manca un po’ su tutto, certo è chiaro che una scelta del genere ti espone a critiche e ad attacchi, ma la politica è fatta di scelte e del coraggio di affrontare le conseguenze… invece qui si preferisce fare come l’opossum, che si finge morto per non essere attaccato, ecco questo è il credo di questa amministrazione, non fare nulla per non essere criticati, per questo non siamo graditi, noi facciamo proposte… l’abbiamo fatto anche durante la “crisi” che ha portato alla rinomina della Giunta, ma siamo stati di nuovo ignorati…»



Volevate un posto in Giunta?


«Assolutamente no, anzi: abbiamo suggerito di prendere persone esterne, visto che non ravvisavamo tra i consiglieri quelle qualità necessarie al rilancio della città, non abbiamo mai chiesto poltrone, ma sempre e solo offerto le nostre proposte…»



Che non sono state prese in considerazione…


«Assolutamente no, come se non esistessimo, come se fossimo fantasmi… invisibili… anzi: quasi invisibili, perché in alcuni momenti esistiamo eccome, e in particolare esisto io…»

In quali momenti?


«Quando serve un capro espiatorio… mi hanno appioppato la responsabilità e la colpa di scelte non mie, come la pista ciclabile… eppure quando io ho lasciato l’assessorato, la ciclabile passava alla Gammarana, saliva per via Castagna e andava a villa Pavone… eravamo nel 2022, ma da quel momento all’approvazione del progetto a fine 2024 è successo di tutto, e certo non ne sono responsabile io, ma è a me che hanno dato la colpa»



Come col Pums?


«Esatto, come se l’avessi imposto io, mentre l'unica interazione che ho avuto con i progettisti è stata quella di fargli fare un giro per Teramo con la mia macchina, quando sono venuti da Milano, per fargli toccare con mano la realtà teramana… tutto qui, eppure quando la Papa di turno gli chiede spiegazioni sul Pums, la risposta è che la “colpa è di Maurizio Verna”, è il loro alibi facile… scaricano su di me la loro incapacità di assumersi la responsabilità delle scelte…»



Anche sulle strisce blu…


«Quella delle strisce blu è una verità che va detta una volta per tutte: a Teramo costano così tanto perché si devono caricare sulle tariffe tutti i costi del personale, che è eccessivo rispetto ai reali bisogni…»



In che senso “è eccessivo”?


«Nel senso che per gestire i nostri parcheggi blu, sarebbero bastati 9 operatori… non 22, ma è stata una scelta politica… e non di Maurizio Verna, si dovevano riassorbire tutti quelli della Tercoop e se bisogna pagare gli stipendi il quadro economico si deve mantenere, ecco perché paghiamo quelle tariffe e abbiamo quegli orari, se fosse stato per me, sarebbero stati 9 gli operatori, avremmo altre tariffe e altri orari… ma lo ripeto ancora una volta, ci vuole il coraggio delle scelte…»



Questa dei parcheggi costosi per colpa degli stipendi del personale eccessivo, è clamorosa…


«Eppure, se glielo chiedi… ti diranno che “è colpa di Maurizio Verna”, mentre l’unica cosa che ho fatto in quella fase, è stata fare l’assessore, mettendoci la faccia, anche quando hanno cominciato a verniciare di blu i parcheggi, mentre altri ad un anno dalle elezioni se ne stavano in disparte, ma questo significa essere un assessore, e bisogna esserlo sempre, non solo il 27 del mese quando arrivano gli stipendi»

Si è assessori e Sindaco solo e sempre a tempo pieno


«La moglie del Sindaco Sperandio mi disse un giorno che suo marito usciva di casa il lunedì mattina e rientrava la domenica sera, mi pare una chiara definizione di quello che deve è il lavoro di un Sindaco, anzi: dovrebbe essere: impegno, coraggio delle scelte e capacità di assumersi le proprie responsabilità, non cercare capri espiatori dando le colpe ad altri… perché quella è vigliaccheria politica e io non ci sto più a essere parte della “comunità” del Centrosinistra teramano solo quando a loro serve appunto un capro espiatorio…»




Ma esiste ancora una “comunità del Centrosinistra”?


«Per definirsi “di Centrosinistra” si deve avere una visione, e non c’é: qui si gestisce il quotidiano, si governa alla giornata, senza una visione, senza una prospettiva reale, senza pensare agli ultimi, che dovrebbero essere il primo pensiero dell’azione di governo della città… eppure quella visione c’era nel primo mandato»



E allora cos’è cambiato dal primo al secondo mandato?


«Sono cambiate le persone, gli assessori, prima c’era una spinta propulsiva data da me, da Valdo Di Bonaventura, da Giovanni Cavallari, da Andrea Core, c’era una qualità umana che è cambiata completamente e secondo me ed è cambiata perché adesso è stata plasmata sul Sindaco, nel senso che mentre nella prima noi assessori col nostro ruolo gli rompevamo i coglioni, come è nella logica del sano confronto, adesso non succede di certo, Gianguido si è scelto una squadra comoda, per un secondo mandato in tranquillità… un esempio su tutti: io ho fatto incazzare i commercianti e sono stato tolto due mesi prima delle elezioni, Filipponi ha fatto incazzare i commercianti ed è diventato vicesindaco, chiaro no?»




Chiarissimo

...
«Però questo modus operandi ha creato un perimetro che è quello dell’amministrazione, ed è sempre più ristretto, mentre fuori da quel perimetro ci sono le macerie di quello che era il perimetro di quando si parti nel 2018, le macerie di Maurizio Verna, di Valdo Di Bonaventura, di Ilaria De Sanctis… mi chiedo se qualcuno abbia intenzione di occuparsi di queste macerie oppure si ritengono autosufficienti? Questa è una domanda che io mi farei se fossi nel PD Teramano, che è l'unico soggetto politico partitico dell’amministrazione e che dovrebbe farsi carico della ricostruzione del perimetro, recuperando proprio le macerie, ma temo che questo no sia un problema che avvertono e un’esigenza che non avvertono…»



E invece dovrebbero avvertirla

...
«Eccome, anche perché purtroppo c'è una una valutazione di questa amministrazione pessima in città oggi, ma è inevitabile, visto che a parte l’ambiente, con l’operazione TeAm, per il resto è mancato un progetto su tutto, dall’urbanistica alle frazioni, che oggi si sentono del tutto abbandonate… tranne San Nicolò, fino al Sociale e penso alle barriere architettoniche… per le quali, visto che c’era da fare il Peba, io segnalai il nome dell’unico professionista specializzato nel Teramano, ma non l’hanno mai chiamato… e oggi viviamo in una città nella quale un diversamente abile non può neanche andare a trovare il Sindaco, perché il Municipio è pieno di barriere architettoniche… questa mancanza di visione ci porta a scivolare sempre di più verso la trasformazione in un paesone…»

Come se ne esce?
«Bisogna lavorare per ricostruire, partendo dalla scelta di un candidato che sia riconoscibile per appartenenza politica, ma che chiarisca fin da subito che il suo sarà un progetto di discontinuità, questo è fondamentale, è la prima cosa che il futuro candidato Sindaco dovrà fare… la gente è delusa»



Anche Maurizio Verna è deluso


«Sì, soprattutto da Gianguido… e dal Gianguido uomo più che dal Gianguido politico»



 
intervista di Antonio D'Amore