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medicine 768x514L’ECDC (Centro Controllo Malattie Europeo) il 18 novembre di ogni anno promuove la “Giornata
Europea degli Antibiotici” che, in associazione alla “Settimana Mondiale degli Antibiotici” promossa dall’OMS, si pone l’obiettivo di sensibilizzare la classe medica, infermieristica ed i cittadini sul tema dell’antibiotico resistenza e conseguente necessità dell’uso prudente di tali farmaci.

La necessità di intervenire sul grave problema sanitario, rappresentato dall’antibiotico resistenza, assume particolare importanza in Italia, dove la diffusione è tra le più alte tra quelle registrate in Europa ed è ormai considerata un’emergenza di sanità pubblica.

Questo importante evento scientifico - evidenzia il Direttore Generale ff Dr. Maurizio Di Giosia                                          organizzato dal Dr. Pierluigi TarquiniResponsabile della UOSD  Malattie Infettive e dal Dr. Giovanni Muttillo Dirigente delle Professioni Sanitarie, promosso dalla Direzione Strategicain memoria di Roberto Fagnano e Dante Di Giammartino, vuole proprio raccogliere l’appello lanciato dal Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie insieme alle autorità sanitarie dell’Unione Europea

Rileva – il Dr. Pierluigi Tarquinila scelta di questa giornata ha inoltre come obiettivo la sensibilizzazione sulla minaccia rappresentata dalla resistenza agli antibiotici, nonché sull’uso prudente degli antibiotici stessi. I dati più recenti confermano che nell’Unione europea il numero di pazienti infetti da batteri resistenti è in aumento e che la resistenza agli antibiotici rappresenta una delle minacce più temibili per la salute pubblica.”

Ebbene tra le tante iniziative europee, ministeriali e regionali, sottolinea - Di Giosia, - “per la prima volta anche in Abruzzo la “Giornata europea sull’antibiotico terapia” per l’uso consapevole degli antibiotici, un’iniziativa europea per la salute pubblica che è contrassegnata annualmente il 18 novembre.”Dunque – secondo il Dr. Muttillo - “la comunità scientifica della nostra ASL è impegnata a sviluppare una rete per un programma condiviso non solo a livello Regionale ma anche a livello Ministeriale e ne è testimonianza il contributo sulla promozione di Linee Guida, Raccomandazioni e Buone Pratiche della Dr.ssa DanielaCoclite dell’Istituto Superiore di Sanitá, per promuovere l’uso appropriato degli antibiotici e informare i pazienti sulla resistenza agli antibiotici. Medici, Infermieri, e altri operatori e decisori, hanno un ruolo persuasivo nelle campagne di informazione e sensibilizzazione.Insieme ai cittadini possiamo/dobbiamo sostenere l’appropriatezza terapeutica e l’aderenza alle raccomandazioni non solo per favorire una migliore compliance, ma anche per prevenire altri rischi di uso improprio di antibiotici, l’esempio classico è l’uso degli antibiotici per infezioni virali o come gli effetti collaterali.

La Dr.ssa Coclite ricorda come – “lasituazione italiana è stata anche analizzata dettagliatamente dall’ECDC in occasione della visita compiuta in Italia del 2017 ed ha rilevato, per il nostro Sistema Sanitario, forti criticità e passività a tutti i livelli. Il livello di gravità è stato inoltre verificato ed indicato dalle analisi
effettuate dall’ECDC sui dati delle sole infezioni invasive di otto batteri antibiotico resistenti, ottenuti dai correnti sistemi di sorveglianza attuati sulle antibiotico resistenze e sulle infezioni correlate all’assistenzaEvidenzia la responsabilità prevista dalla legge n.24/2017 che coinvolge tutti gli esercenti le professioni sanitarie, auspica una rete con una collaborazione stretta tra professionisti, società scientifiche e associazioni tecnico professionale per l’implementazione delle Linee Guida e le Raccomandazioni di appropriatezza terapeutica e organizzativa a supporto delle decisioni clinico-assistenziali.

La Prevalenza di infezioni correlate all’assistenza nei pazienti ricoverati negli ospedali per acuti: 8% pari a circa 500.000 ogni anno.

Secondo la Dr.ssa Pompeo infermiera responsabile del Comitato Infezioni spedaliere CIO della ASL di Chieti, nell’intervento del PNCAR e l’approccio interdisciplinare, - queste analisi - “dimostrano, come nel 2015, l’Italia ha concorso al numero totale dei decessi occorsi in Europa, attribuibili all’antibiotico resistenza (33.000 decessi in Europa),con una quota pari ad un terzo delle stesse e come solo a queste infezioni sia attribuibile un numero di anni di vita persi, per morte o disabilità (DALYs), pari a quello complessivamente attribuibile alla Tubercolosi, all’HIV ed all’Influenza.
E’ per questo, che Il Ministero della Salute unitamente alla Conferenza Stato- Regione ha emanato un Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico Resistenza (PNCAR).”

È quindi importante intervenire per contrastare l’aumento dei tassi di resistenza antimicrobica  promuovendo l’igiene delle mani e degli ambienti ospedalieri, l’impiego più prudente degli antibiotici attraverso programmi di stewardship e altri interventi volti ad affrontare l’AMR in contesti diversi da quelli ospedalieri – come ad esempio le prescrizioni ritardate, l’utilizzo di test diagnostici rapidi per porre fine alle approssimazioni nello stabilire se un’infezione è di natura virale o batterica.

L’uso prudente degli antibiotici può contribuire a fermare l’insorgenza dei batteri resistenti e ad aiutare a mantenere l’efficacia degli antibiotici perché possano essere utilizzati dalle generazioni future.

La Dr.ssa Palmieri referente del Rischio Infettivo ASL Pescara -nell’intervento sui sistemi di sorveglianza delle infection control delle infezioni correlate all’assistenzaricorda come – “Non è l’ambiente che fa la differenza ma il nostro comportamento. In Abruzzo anche se inizialmente non ha attuato un programma relativo alle infezioni correlate all’assistenza, ora ha approvato 7 progetti relativi al monitoraggio delle infezioni relative all’assistenza, con l’obiettivo di creare una rete con tutte e 4 le asldella regione in modo da definire un database regionale per realizzare un quadro epidemiologico della nostra regione.

Il Dr. Grimaldi direttore dell’Unità di Malattie Infettive dell’ASL dell’Aquila, interviene sulla Gestione delle infezioni batteriche nei pazienti ad alto rischio, rifacendosi alla letteratura scientifica, - ricorda come – “La somministrazione sicura di antibiotici secondoalcune metanalisiin modo mirato possano evitare antibiotici ad ampio spettro45% dei pazienti ricoverati è in trattamento antibiotico. Le Infezioni da germi multiresistenti in Europa: 670.000 l'anno; in Italia: 200.000 l'anno I 4 batteri maggiormente responsabili sono: E. coli resistente a cefalosporine di terza generazione, K. pneumoniae resistente a cefalosporine di terza generazione, S. aureus resistente alla meticillina (MRSA), P. aeruginosa resistente ai carbapenemi.”

Alcuni dati:

• Infezioni più comuni: respiratorie 24%, batteriemie 18%, urinarie 18%, ferita chirurgica 14%
• Consumo di soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani: media 15 ml per paziente al giorno, mediana 9 ml per paziente al giorno, al di sotto del minimo raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (20 ml per paziente al giorno)
• L’Italia è il paese con il più alto numero di giorni extra di ricovero a causa di infezioni da germi resistenti agli antibiotici, pari a 2.300 giornate di degenza in più per 100.000 persone: 60% pazienti over 50, 33% pazienti di età inferiore ai 9 anni (90% bambini con meno di 12 mesi). Aquesto si associa la più alta spesa per il Servizio sanitario nazionale con 662.000 dollari per 100.000 persone per anno, a parità di potere d’acquisto (corrispondente, in termini assoluti, a una spesa di 342 milioni di dollari l’anno)
• In Italia Il costo medio di rimborso di una Infezione acquisita in ospedale è di 100.000 euro
• Morti per infezioni da germi resistenti agli antibiotici: oltre 10.000 l'anno in Italia su un totale di 30.000 l'anno in Europa
• Nelle strutture sanitarie di lungodegenza la prevalenza di infezioni correlate all’assistenza è del 4%
• Gli interventi di controllo e prevenzione delle ICA possono permettere di ridurre queste infezioni del 30% e in alcuni casi di oltre il 50%
• In particolare, interventi per aumentare l’adesione all’igiene delle mani, con un costo di 0,9- 2,5 dollari pro-capite l’anno, permetterebbero di diminuire del 48% le infezioni da batteri meticillino-resistenti e di evitare in Italia, ogni anno, 10 decessi AMR-correlati ogni 100.000 persone e 1.000 giorni di ospedalizzazione ogni 100.000 persone.

Dal 9 al 13 gennaio 2017 si è svolta in Italia una visita dei delegati dell’ECDC sull’infectioncontrol e, dopo avere visitato 3 regioni - che rispecchiano realtà differenti - e alcuni ospedali, parlato con esperti e rappresentanti delle istituzioni, i delegati dell’ECDC hanno stilato le loro conclusioni - evidenziando il pericolo rappresentato dall’AMR e la necessità di un coordinamento per affrontare il fenomeno, affinché le buone pratiche già consolidate in alcune aree del Paese divengano patrimonio comune nella pratica quotidiana degli operatori e dei cittadini - e fornito una serie di raccomandazioni, in un documento finale (Country Visit Report- ECDC Country visit to Italy to discussantimicrobialresistanceissues).

Nella Tavola rotondaAntibiotico Resistenza, PNCAR & PatientEngagement: Quali le soluzioni in Regione Abruzzo, si sono confrontati Il Dr. Di Girolamo del Gruppo operativo CIO ASL Chieti, la Dr. Pompeo vice presidente ANIPIO, la Dr.ssa Mattucci Direttore Saniario ASL Teramo, il Dr. SchaelDirettore Generale ASL Chieti e la dr.ssa Coclite dell’Istituto Superiore di SanitàSono stati affrontati i temi e le più rilevanti raccomandazioni contenute nel rapporto dell’ECDC:

• Il Ministero della Salute è invitato a tener presente che l’AMR può costituire una “rilevanteminaccia per la salute pubblica del Paese”, individuare risorse ad hoc, supportare unapianificazione nel breve e lungo termine.
• Il Piano Nazionale rappresenta un’opportunità per definire una roadmap ed è necessario chevenga finalizzato e approvato rapidamente, includendo azioni, indicatori e obiettivi.
• L’Italia è leader nel campo delle vaccinazioni. Alla stessa maniera dovrebbero essere individuatiindicatori da inserire nel monitoraggio annuale dei LEA.
• È necessaria l’individuazione, sia a livello nazionale che regionale, di fondi dedicati.
• Occorre costruire un sistema di incentivi per il raggiungimento dei risultati correlati allaprevenzione ed al controllo delle infezioni correlate all’assistenza e all’antimicrobialstewardship.
• È necessaria l’istituzione di un Team dedicato all’AMR all’interno del Ministero della Salute, chesia multisettoriale e che si occupi anche del coordinamento delle iniziative di comunicazione.
• È urgente il potenziamento della sorveglianza, con maggiori allerte e automazione, specie pertematiche rilevanti come le CPE.
• Si deve prevedere un sistema di accreditamento dei laboratori di microbiologia conl’individuazione di criteri minimi.
• Occorre definire indicatori per requisiti minimi (esempio un rapporto personale/posti letto) perle strutture che si devono impegnare contro le infezioni correlate all’assistenza enell’antimicrobialstewardship.
• È necessario rinforzare il training dei laureati, dei laureandi e degli operatori impegnati nelcontrasto delle infezioni correlate all’assistenza e nell’antimicrobialstewardship.
• Si devono realizzare campagne di comunicazione multisettoriali, formando gruppi dicoordinamento, preparando un piano di azione annuale, mappando quello che viene fatto alivello nazionale,disseminando le buone pratiche.
• È urgente rinforzare la partnership tra stakeholders regionali e nazionali.

In sintesi, gli esperti hanno rilevato la necessità di interventi urgenti in tutti i settori, oggetto di attenzione e di azioni specifiche nel Piano nazionale di contrasto dell’AMR.
In particolare il Dr. Dr. Schael ha ricordato l’importanza di intervenire sul controllo di tutta la catenadegli alimenti, delle campagne di vaccinazione da parte degli operatori sanitari, ha suggerito di rivalutare il ruolo delle UU.OO. di malattie infettive e di avere attribuite buona parte delle competenze del CIO. Ha evidenziato la necessità di rafforzare la cultura dell’innvovazionee della governance regionale ragionando non solo economicamente ma più per la promozione della salutenella pratica clinica,  

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