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"Parlare oggi di riorganizzazione della sanità abruzzese, proponendo l'istituzione di due Asl, rappresenta non solo un suicidio politico, ma anche la fine di un'assistenza sanitaria di qualità per i nostri concittadini". Così l'ex vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, consigliere comunale dell'Udc all'Aquila interviene sul dibattito sulla riorganizzazione della sanità abruzzese, ancora alle prese con un piano di rientro per un deficit che parte da lontano, per la quale si parla di una riforma che taglia da quattro a due il numero delle Asl. "Ormai da diverse settimane assistiamo all'insistente elencazione di pareri su come dovrebbe essere riorganizzata la sanità abruzzese e in particolare i sistemi ospedalieri. Mi sorprende, però, - continua De Matteis tornato a fare il medico all'ospedale dell'Aquila - che nessuno di coloro che si sono cimentati in queste inutili esternazioni, abbia mai citato la bozza di decreto del Ministero della Sanità del 21 luglio scorso (appena qualche settimana fa, quindi), che propone un regolamento per la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera nazionale". Secondo l'esponente dell'Udc, almeno per la Asl dell'Aquila "le chiacchiere che si stanno facendo' sono finalizzate alla rimozione del manager Giancarlo Silveri. "Il problema, dunque, è ben più complesso di quanto semplicisticamente viene proposto in relazione a una, due o più Asl - spiega De Matteis -. In molti si sono dilettati a individuare il numero delle aziende sanitarie sulla base di parametri territoriali, di formazione professionale, di densità di popolazione, sulla base di aspetti sociali o economici. Ma nessuno, ahimè, si è soffermato sul punto dolente e su quanto, invece, diventa strategicamente fondamentale per elaborare qualunque tipo di riorganizzazione: e cioè i numeri. Basta leggere la nota introduttiva della bozza di decreto, la classificazione delle strutture ospedaliere, gli standard minimi e massime di strutture per singola disciplina, gli standard organizzativi strutturali e tecnologici, quelli specifici per l'alta specialità, le reti ospedaliere e via dicendo, per rendersi conto che tutte le chiacchiere avevano, almeno per quanto riguarda la Asl dell'Aquila, un unico obiettivo: la sostituzione del manager attuale" "Sarebbe stato sufficiente dare un'occhiata ai documenti del Ministero per capire che il numero delle Asl è una semplice sciocchezza, a fronte di una riorganizzazione proposta dallo Stato, che rischia di avere conseguenze drammatiche per l'Abruzzo. I nodi da sciogliere sono altri: l'organizzazione interna dei reparti che non avranno più unità operative complesse, la ripartizione dei posti letto sul territorio regionale, il numero degli ospedali hub e spoke, il numero delle aziende clinicizzate (una o due?), e via discorrendo. Sono sicuro che Luciano D'Alfonso e il suo Assessore Silvio Paolucci, con il loro silenzio in questo dibattito inutile, abbiano quanto meno valutato gli aspetti contenuti nella bozza di decreto, che spero possa essere letta, analizzata e capita da chi fino a oggi ha perso solo tempo a esercitarsi sul nulla, - conclude - piuttosto che sulla sostanza delle cose".

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