“Il mancato rispetto degli impegni assunti lo scorso 29 dicembre in sede di Conferenza dei capigruppo sulla vertenza del call center CUP della ASL di Teramo rappresenta un fatto grave, che non può essere ulteriormente ignorato”. È l’affondo del capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci, che torna sulla vicenda del cambio di appalto del servizio, entrato in vigore il 1° gennaio 2026, e che ha determinato lo spostamento della sede operativa.
Secondo Paolucci, nell’incontro del 29 dicembre – alla presenza di organizzazioni sindacali e lavoratori – era stato concordato un ulteriore tavolo “da tenersi entro il 15 gennaio” per fornire risposte concrete su proposte e possibili soluzioni. “A oggi quell’incontro non è mai stato convocato”, sottolinea il capogruppo dem, che chiede formalmente l’iscrizione urgente della vertenza all’ordine del giorno della prossima Conferenza dei capigruppo, convocata per il 20 gennaio, prevedendo anche “l’audizione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori coinvolti”.
“Servono risposte chiare, atti conseguenti e soluzioni condivise, non rinvii né promesse disattese”, aggiunge.
Nel merito, Paolucci evidenzia che il cambio di appalto ha portato al trasferimento del servizio dal call center di Treglio alla sede ASL di Teramo, con ricadute pesanti per i lavoratori. “Il trasferimento ha prodotto disagi economici, personali e familiari enormi per 13 lavoratori part time, inquadrati con CCNL Multiservizi, costretti quotidianamente a percorrere fino a 200 chilometri complessivi al giorno per conservare il proprio posto di lavoro”, afferma.
Paolucci parla di dipendenti residenti nelle aree interne e costiere della provincia di Chieti, “madri e padri di famiglia che stanno pagando, da soli, il prezzo di una decisione organizzativa calata dall’alto”, definendo la situazione una sorta di ricatto: “o ci si trasferisce o si perde il lavoro”.
Nel suo intervento il capogruppo PD punta il dito anche contro la maggioranza regionale: “E tutto questo sta bene alla Giunta Marsilio ed a tutti i consiglieri regionali di centrodestra specie del chietino?”, chiede, ricordando inoltre che durante la Conferenza dei capigruppo del 29 dicembre l’assessora Nicoletta Verì avrebbe assunto l’impegno di riferire entro il 15 gennaio dopo un confronto con i direttori generali delle ASL. “Questo impegno non è stato rispettato”, insiste Paolucci.
Il silenzio della Giunta regionale e l’assenza di una nuova convocazione da parte della Presidenza del Consiglio regionale, per Paolucci, configurano “una grave disattenzione istituzionale” verso una vertenza che “riguarda diritti, dignità del lavoro e salute”.
“Non è accettabile che si chiedano sacrifici solo ai lavoratori, né che si tenti di far scivolare la questione nel silenzio – conclude –. La Regione ha il dovere di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e di garantire tutele concrete, soprattutto quando le conseguenze ricadono su lavoratori già precari e sottopagati. Continuerò a seguire questa vicenda finché non verranno garantite condizioni di lavoro dignitose e una soluzione equa per tutti i lavoratori coinvolti”.

