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SILVIOPAOLUCCIScontro politico sulla sanità regionale dopo il parere reso dai Ministeri dell’Economia e della Salute sul Programma operativo 2026-2028 della Regione. Il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, parla di “bocciatura sonora” della gestione sanitaria del governo Marsilio e di “prescrizioni vincolanti” che configurerebbero, nei fatti, un commissariamento. Il documento ministeriale, richiamando la legge di bilancio 2026, fissa al 15 febbraio il termine entro cui i Tavoli tecnici e i Ministeri affiancanti devono valutare il Programma operativo regionale, anche imponendo eventuali prescrizioni da recepire entro dieci giorni. “Non raccomandazioni, ma obblighi — sostiene Paolucci — con richieste puntuali e tempi stringenti che smontano la narrazione dell’avanzo in tre anni diffusa nei giorni scorsi dall’assessora Verì”. Secondo il capogruppo dem, il parere ministeriale certifica che il disavanzo sanitario abruzzese resterà strutturale per l’intero triennio 2026-2028, nonostante oltre 170 milioni di tagli ai vari comparti. Le coperture, afferma Paolucci, arriverebbero soprattutto dalla leva fiscale: “In sede di verifica la Regione ha conferito 113 milioni di maggiori tasse per coprire il disavanzo del quarto trimestre 2024. Non da efficienze o riorganizzazioni, ma dal gettito della manovra fiscale prevista dalla legge regionale 16/2025”. Il Tavolo ministeriale, aggiunge l’esponente PD, chiederebbe inoltre di rivedere la manovra per garantire l’equilibrio almeno nel terzo anno del piano e contesterebbe la sovrastima dei ricavi: “Si chiede una riduzione delle entrate previste per 27 milioni nel 2027 e 64 milioni nel 2028”. Tra i rilievi indicati nel parere, Paolucci segnala richieste di misure più chiare per il recupero della mobilità passiva e dubbi sulla governance sanitaria, con riferimento anche alla “doppia valutazione” del direttore generale della Asl di Pescara. Il documento evidenzierebbe inoltre una crescente propensione all’esternalizzazione dei servizi, fino all’ipotesi di affidare al privato presidi ospedalieri pubblici non performanti. Sul riordino della rete ospedaliera, il PD parla di contraddizioni tra la comunicazione politica sul “DEA di secondo livello diffuso” e le osservazioni ministeriali che denuncerebbero ritardi nella scelta del presidio di riferimento regionale, con effetti sull’offerta sanitaria Altre criticità riguarderebbero i ritardi del PNRR sanitario, l’assenza di una strategia per contenere la spesa — in particolare su farmaci ed emoderivati — e tagli per circa 20 milioni sul personale interinale e 12 milioni sulla medicina territoriale e i medici di medicina generale. Il Tavolo avrebbe inoltre definito “poco comprensibile” l’affermazione secondo cui le Asl non sarebbero in grado di erogare prestazioni comprese nei Lea, ricordando che il finanziamento del servizio sanitario regionale è destinato proprio a garantirle. Già nel precedente parere, sottolinea Paolucci, era stato chiesto di indicare le risorse per l’incentivo all’alta complessità: “La risposta non è arrivata e i risparmi attesi non sono considerati una copertura valida” Il documento, prosegue l’esponente dem, segnalerebbe anche l’assenza di una tabella che colleghi ogni azione del piano all’impatto finanziario e la mancanza di un’analisi sulle cause della crescita della spesa sanitaria regionale, superiore alla media nazionale. “Il Piano va integrato — conclude Paolucci —. Dopo sette anni di governo Marsilio la Regione copre i buchi con le tasse: il risanamento non c’è stato e, così, non ci sarà”.