Da una sanità ferma all’era analogica a un sistema digitale tra i più avanzati in Italia. È il percorso rivendicato dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, intervenuto oggi a Pescara sul tema del fascicolo sanitario elettronico. Marsilio ha ripercorso le condizioni in cui versava la sanità abruzzese prima dell’avvio del processo di digitalizzazione. “Nel 2019 non esisteva nulla: nessuna app, nessun servizio online. I cittadini erano costretti a fare file agli sportelli, compilare moduli a mano. La sanità era ancora completamente analogica”, ha sottolineato. Il fascicolo sanitario elettronico, pur previsto da anni, era di fatto inutilizzato. “Non tutte le Asl erano collegate tra loro, mancava integrazione tra i sistemi informatici e non esisteva nemmeno un’anagrafe vaccinale”, ha aggiunto il presidente. La svolta è arrivata anche grazie all’emergenza Covid, che ha imposto un’accelerazione decisiva. “Abbiamo dovuto recuperare in tempi rapidissimi il ritardo accumulato, lavorando in piena pandemia e mettendo in campo risorse straordinarie, anche con il supporto di Poste Italiane e di altre piattaforme”. Determinante, secondo Marsilio, il contributo di figure chiave del processo di digitalizzazione, tra cui il consulente informatico Riccardo Urbani e lo stesso Camillo Odio, già impegnato nella gestione della sanità digitale prima di diventare direttore di Dipartimento. “Grazie a questo lavoro – ha evidenziato – oggi l’Abruzzo non è più in ritardo, ma si colloca tra le regioni all’avanguardia. I servizi digitali offerti ai cittadini sono tra i migliori in Italia, sia per quantità che per qualità”. Un risultato che, secondo il presidente, consente alla regione di competere con i territori più avanzati, che utilizzano questi strumenti da molto più tempo. “Non abbiamo semplicemente recuperato terreno – ha concluso – ma siamo riusciti a posizionarci tra le realtà più evolute del Paese”.


