C’è ironia, identità e un pizzico di verità popolare nel nuovo singolo “Voccapé”, l’ultima uscita di Roby Santini, artista abruzzese capace negli anni di attraversare generi e generazioni, dalla dance internazionale al folk più radicato. Il brano è un omaggio – divertito ma anche pungente – a una delle arti più diffuse e, per certi versi, più autentiche della tradizione locale: quella di parlare degli altri, anzi: sparlare. Originario di Casalbordino, Santini torna ancora una volta alle sue radici, raccontando con leggerezza un tratto culturale che chiunque abbia vissuto un piccolo centro riconosce immediatamente. “Voccapé” – espressione dialettale che richiama proprio il “parlare a vanvera” o lo sparlare – diventa così una fotografia sonora della quotidianità abruzzese, tra piazze, panchine e chiacchiere che corrono veloci. Il singolo si inserisce nel solco del progetto “Il Ragazzo di Campagna”, con cui l’artista ha scelto di riscoprire e valorizzare la cultura popolare. Una svolta iniziata nel 2007 e fatta di brani ironici, storie semplici e ritornelli capaci di diventare virali, come nel caso di “Giovanna e Angiolino”. Ma dietro la leggerezza di “Voccapé” c’è anche una riflessione più ampia: il bisogno di raccontare le dinamiche sociali dei piccoli centri, dove tutto si sa, tutto si commenta e ogni storia diventa patrimonio collettivo. Santini lo fa con il suo stile diretto, mescolando musica folk rivisitata e sonorità moderne. Tra ironia e tradizione, il nuovo singolo si candida così a diventare un tormentone estivo, capace di far ballare e riflettere, ricordando che, in fondo, tutti sono un po’ “voccapé”

