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Dopo il ritorno discografico con il singolo “Iva è partita” e il recente nuovo brano “Centomila Caramelle”, il cantautore abruzzese Nanconome d’arte di Nino Di Crescenzo, torna dal vivo con il primo concerto dopo quattro anni di assenza dai palchi. L’appuntamento è fissato per il 15 maggio 2026, alle ore 21, a Il Fondaco di Notaresco, nella cornice di Piazzetta del Carmine, per la prima data del “Ricordati di Respirare Tour 2026”.

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Nanco, cantautore abruzzese residente a Notaresco, torna così a incontrare il pubblico in un live che segna un nuovo capitolo del suo percorso artistico. Un ritorno atteso dai fan e accompagnato dall’ottimo riscontro ottenuto dal nuovo singolo “Centomila Caramelle”, che ha già superato i 3 mila ascolti sulle piattaforme digitali.Artista dalla scrittura intensa e profondamente legata alla realtà quotidiana, Nanco ha costruito negli anni un percorso autentico nel panorama del cantautorato indipendente italiano, distinguendosi per testi capaci di raccontare fragilità, lavoro, relazioni e storie comuni con uno stile diretto e personale. Attivo dagli anni ’90, ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali, tra cui la finale al Cantagiro, il Premio Speciale della Giuria al Premio Alex Baroni e la candidatura tra i finalisti del Premio Tenco Opera Prima, oltre ad aver aperto concerti di artisti del calibro di Francesco De Gregori.

Il concerto di Notaresco sarà l’occasione per ascoltare dal vivo i nuovi brani, ma anche alcune delle canzoni più rappresentative del suo repertorio, in uno spettacolo pensato come un viaggio emotivo tra musica, parole ed esperienze personali.

Dopo quattro anni tornare sul palco ha un significato enorme – dichiara Nanco –la musica dal vivo mi è mancata tantissimo, perché è il luogo più vero dove condividere emozioni e storie. ‘Centomila Caramelle’ sta ricevendo un affetto che non mi aspettavo e questo mi dà ancora più voglia di ripartire. ‘Ricordati di Respirare’ non è solo il nome del tour, ma un invito che rivolgo anche a me stesso: fermarsi, resistere e ritrovare umanità in un tempo che corre troppo veloce”.